Decreto smart working, Bonetti a Sky TG24: "No ghetto dove mettere le donne"

Politica

Il ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia ha parlato anche del Mes: “I soldi sono la misura più semplice ed efficace per fare ciò che serve, ovvero ristabilire un sistema che sappia maggiormente reggere l’emergenza”

“Lo smart working è uno strumento di innovazione organizzativa di lavoro, se è smart e non un ufficio che si trasla a casa. Può essere un'occasione per donne e uomini di vivere l'esperienza lavorativa maggiormente integrata in modo sostenibile in una armonicità di scelte di vita anche di carattere familiare. Lo smart working non è il ghetto dove mettere le donne, può essere un modo per efficientare il sistema, che significa un impatto ambientale minore e competenze nuove da mettere in campo. Le donne però devono essere accompagnate e sostenute da i servizi per farlo in modo tale che sia uno smart living assieme a uno smart working”. Così a Start, su Sky TG24 il ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti. “Ci salviamo solo se stiamo insieme, la parola comunità è quella che ha vinto dopo il Covid (LIVEBLOG - SPECIALE) e quello che è stato sconfitto -ha aggiunto il ministro - è una visione di individualismo, anche nel rapporto tra istituzioni. Abbiamo competenze diverse , i livelli e i luoghi istituzionali devono avere la consapevolezza che o ci si mette in una dimensione di piena collaborazione e cooperazione, oppure non sapremo dare risposte adeguate per il bene del nostro Paese”. 

"Priorità sono scuole e imprese"

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“Le priorità - ha ricordato la Bonetti- sono: scuole aperte, attività produttive aperte, riorganizzazione del vivere sociale, perché si mantenga non solo aperto, ma attivo un Paese. Il blocco e la chiusura non solo creerebbero una situazione irreversibile di danno economico, ma anche di carattere sociale ed educativo per le nuove generazioni”.

 

I soldi del Mes

 

I soldi del Mes “per Italia Viva servono, ma non per averli in sé, sono la misura più semplice ed efficace per fare ciò che serve: ristabilire un sistema che sappia maggiormente reggere l’emergenza”. Il ministro per le Pari Opportunità ha poi aggiunto: “serve più personale, più macchinari. Se attiviamo le terapie intensive bloccando tutto il resto della medicina, significa che non rispondiamo alle altre forme di patologie che necessitano di intervento. I soldi del Mes servono per dare risposte concrete oggi ai cittadini e sistematizzare la sanità, che deve arrivare a dare delle risposte e riorganizzarsi in modo più efficiente di prima”.

 

Assegno unico per le famiglie 

 

“L’assegno unico universale sarà una misura che arriverà a tutte le famiglie italiane, - ha assicurato la Bonetti - per ogni figlio a carico ci sarà un assegno mensile dal primo luglio 2021. Consisterà di una parte universale, che riceveranno tutti a prescindere dal reddito, e una seconda parte modulata in base al reddito”. Poi ha concluso: “Stiamo valutando – ha aggiunto - di utilizzare l’Isee, che sembra l’indicatore più efficace per quantificare. Sarà per ogni figlio, perché tutti i bambini sono un valore per la nostra società, anche rispetto alla situazione di calo demografico che stiamo affrontando. Sarà maggiorato per il terzo figlio e per i figli disabili. Sarà erogato dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età del figlio. Non è un sussidio, è un incentivo alla progettazione di vita e le scelte delle famiglie”.

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