Coronavirus, verso un nuovo Dpcm: ipotesi coprifuoco in settimana dalle 22 o 23

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Nella notte confronto a Palazzo Chigi tra i ministri per stabilire ulteriori misure di contenimento del virus. Tra le proposte la chiusura anticipata di locali e negozi, un rafforzamento dello smart working obbligatorio anche fino al 70-75% e lo stop a sport di contatto anche per i dilettanti

Coprifuoco a partire dalle 22 o dalle 23 durante la settimana e nei weekend con orari ancora più stringenti, rafforzamento dello smart working obbligatorio anche fino al 70-75%, orari scaglionati e lezioni a distanza nelle scuole e stop agli sport di contatto non solo amatoriali, ma anche dilettantistici. Sono alcune delle ipotesi sul tavolo dei ministri e del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, nella notte tra il 16 e 17 ottobre, si sono incontrati a Palazzo Chigi per discutere di un nuovo Dpcm contro la diffusione del coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE).

Nelle regioni più colpite chiusura anche di palestre e cinema

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Il coprifuoco previsto imporrebbe la chiusura, alle 22 o alle 23, di tutti i locali e negozi, con eccezioni come le farmacie (ma su come modulare l'intervento le ipotesi sarebbero diverse). Ci sarebbe poi il rafforzamento dello smart working obbligatorio, che dovrebbe essere portato al 70% per la Pubblica Amministrazione. Nessuna chiusura delle scuole, ma un rafforzamento degli orari scaglionati e delle lezioni a distanza. Ci sarebbe, inoltre, l'idea di un'ulteriore stretta allo sport, con lo stop a sport di contatto non solo amatoriali ma anche dilettantistici, ossia praticati nell'ambito di società sportive. Nelle Regioni con indice di contagio particolarmente alto, infine, si potrebbe valutare la chiusura anche di palestre, parrucchieri, estetiste e centri estetici, cinema e teatri.

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Dopo la riunione della notte tra il premier Conte e i ministri, in programma per oggi, sabato 17, c'è la riunione tra governo e Regioni per portare avanti la definizione dei punti del nuovo Dpcm, che dovrebbe arrivare lunedì 19. Solo dopo l'esecutivo si appresterà a chiudere il decreto per le ulteriori restrizioni anti-contagio. "I Dpcm vanno scritti, è impossibile chiuderlo stanotte", ha spiegato una fonte dell'esecutivo all'Ansa.

Ministro Speranza: "Distinguere tra attività essenziali e non essenziali"

"L'idea di base è l'irrigidimento delle misure con una distinzione di base tra attività essenziali e non essenziali perché abbiamo necessità di limitare i contagi", sono le parole del ministro della Salute Speranza durante il colloquio con le Regioni.  "Interveniamo adesso con più forza sulle cose non essenziali per evitare di dover incidere domani sull'essenziale che per il governo è rappresentato da lavoro e scuola - ha poi aggiunto - Se decidiamo come governo di chiedere a qualche comparto di cessare o limitare le proprie attività ci facciamo carico del ristoro". Infine, sullo smart working: "Serve una mossa netta sullo smart working, direi di arrivare anche al 70-75%", ha detto Speranza.

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