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Coronavirus, Conte: "Pronti a intervenire su poteri dei governatori". Tensione con Fontana

4' di lettura

Il premier: "Ingiustificate azioni autonome delle regioni". E spiega: "Un focolaio nato perché un ospedale non ha seguito i protocolli". Il presidente lombardo: "Idea irricevibile e offensiva". Gallera: "Non sa di cosa parla". Lega: "Conte dice cose quasi da fascista" 

È tensione tra il premier Giuseppe Conte e i governatori delle regioni sulla gestione dell’allarme per il coronavirus, dopo il “fair play” dei primi giorni anche con i governatori della Lega (TUTTO QUELLO CHE C'E' DA SAPERE - TUTTI I NUMERI E LE MISURE ADOTTATE). Basta "iniziative autonome non giustificate", dice Conte (VIDEO), basta andare "in ordine sparso", perché si rischia di far danno, continua il premier, che avverte che se mancasse il coordinamento tra i servizi sanitari regionali il governo potrebbe intervenire con "misure che contraggono le prerogative dei governatori". Quella di Conte è "un'idea irricevibile e per certi versi offensiva", replica il governatore lombardo Attilio Fontana. Dura anche la reazione di Giulio Gallera, assessore lombardo al Welfare, che ai microfoni di Agorà attacca: "Una dichiarazione inaccettabile da una persona ignorante". "Qualche risposta è mancata dal governo", attacca anche il ligure Giovanni Toti. Una nota di Palazzo Chigi, arrivata nella tarda serata di ieri, aveva sottolineato: "Il presidente Conte, come ribadito tutti i giorni, è pienamente soddisfatto del livello di collaborazione sin qui attuato coi presidenti delle regioni interessate”. E oggi il premier ribadisce: "Non è il momento delle polemiche. Dobbiamo lavorare", ha detto Conte. "Sono fiducioso perché tutti i presidenti si sono dimostrati disponibili alla collaborazione", ha aggiunto (CONTE A SKYTG24: "IMPERATIVO È COLLABORARE" - SALVINI: "SI PUÒ ALLUNGARE L'ANNO SCOLASTICO").

Conte: "Uno dei focolai nato perché un ospedale non ha seguito i protocolli"

Conte ha spiegato inoltre che all'origine di uno dei focolai c'è stata la gestione "di un ospedale" non in linea con i protocolli. E ha chiesto anche ai presidenti delle Regioni fuori dall'area del contagio di non agire da soli, senza indicazioni da Roma.

La Lega: “Conte usa parole quasi fasciste”

Ma le parole di Conte sulla possibilità che il governo avochi a sé i poteri in materia sanitaria hanno riportato in primo piano lo scontro in atto con Matteo Salvini e con la Lega: "Conte usa parole quasi fasciste, evoca i pieni poteri, si dimetta", dice Riccardo Molinari, capogruppo del Carroccio alla Camera.

La replica di Fontana

Il governatore lombardo Fontana in una nota definisce quelle di Conte “parole in libertà che mi auguro siano dettate dalla stanchezza e dalla tensione di questa emergenza. Domani (oggi, 25 febbraio, ndr) riferirò al presidente Conte che la Lombardia sta dimostrando di essere all'altezza della situazione e sta gestendo con competenza ciò che sta accadendo. E tutto ciò - conclude il governatore - alla faccia dell'autonomia e dei pieni poteri".

Gallera: "Attaccati da un presidente del Consiglio che non sa di cosa parla"

"Il problema è che il Presidente del Consiglio non conosce i protocolli - continua Gallera - e getta la palla in tribuna per coprire delle falle gigantesche di un sistema di protezione Civile nazionale che non sta dando alcun tipo di risposte ai problemi organizzativi e gestionali che avrebbero dovuto prevedere e predisporre". Secondo l'assessore, "ormai sta emergendo la totale incapacità del Governo di gestire qualcosa che loro dovevano prevedere" e "veniamo in maniera ignobile attaccati". Così Giulio Gallera, assessore al Welfare della Regione Lombardia, ad Agorà Rai Tre, trasmissione condotta da Serena Bortone. 

La nota di Palazzo Chigi: “Coordinamento funziona molto bene”

"Il coordinamento tra i vari livelli istituzionali”, si legge ancora nella nota di Palazzo Chigi arrivata in nottata dopo le polemiche - funziona molto bene ed è fondamentale per riuscire a contenere nel migliore dei modi quest'emergenza. Così è stato a oggi e così dovrà essere anche in futuro con tutte le regioni, con le quali bisogna essere pronti a creare iniziative ancor più coordinate laddove necessario", conclude la nota.

La linea di Conte

Conte intanto ha istituito un tavolo di coordinamento quotidiano tra governo e regioni nella sede della Protezione civile. L'obiettivo è anche prevenire episodi come quello della quarantena imposta in Basilicata agli studenti che tornano dal Nord. Anche con i governatori del Nord, che fronteggiano il contagio, Conte sceglie la linea del filo diretto: su questo punta per tenere l'unità nazionale contro il coronavirus.

Data ultima modifica 25 febbraio 2020 ore 09:35

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