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Palazzo Chigi: reddito e quota 100 non si toccano. Stasera il discorso di Mattarella

3' di lettura

È la coesione il tema centrale delle parole di fine anno del capo dello Stato. Intanto, in attesa della verifica di governo a gennaio, fibrillazioni nella maggioranza. Smentite le indiscrezioni dei giornali ma il dem Marcucci insiste: misure da rivedere

C’è attesa per il discorso di fine anno di Mattarella, nel quale stasera il presidente della Repubblica chiederà coesione dando senso alla parola "italiani". Ma sono giorni e ore frenetiche su tutto il fronte politico: in attesa della verifica di governo a gennaio con il rilancio dell’azione dell’esecutivo, nella maggioranza è aperto il fronte su reddito di cittadinanza e quota 100, misure strenuamente difese dal M5s e avversate dai renziani, su cui si registra anche qualche malumore nel Pd. Conte intanto afferma che alla scadenza del suo mandato da premier non lascerà la politica, ma non ha intenzione di fondare un suo partito. L'anno si aprirà con un Consiglio dei ministri che dovrà risolvere l'ultimo strappo del 2019, quello delle dimissioni di Lorenzo Fioramonti dal ministero dell'Istruzione. Fioramonti ha inoltre lasciato il M5s entrando a far parte del gruppo misto. Intanto Mattarella ha firmato il decreto milleproroghe e quello intercettazioni, attesi oggi in Gazzetta ufficiale.

Palazzo Chigi precisa: reddito e quota 100 non si toccano

Palazzo Chigi ha smentito esplicitamente un retroscena raccontato dai giornali secondo cui nell'ambito del rilancio dell'azione di governo previsto a gennaio, l’esecutivo Conte starebbe pensando di rivedere, anche senza stravolgere, reddito di cittadinanza e quota 100: eventuali modifiche non sono all'ordine del giorno, precisa Palazzo Chigi. Un paletto che è stato accolto con grande soddisfazione dal Movimento 5 Stelle.

Su reddito e quota 100 esulta il  M5s, i malumori di Italia viva e Pd

La verifica per far ripartire l'esecutivo, quindi, vista la posizione ferma di Palazzo Chigi, con ogni probabilità non avrà davanti una strada del tutto in discesa. La difesa compatta del M5s si scontra infatti con le opinioni di altre aree della maggioranza. Da mesi Italia Viva esprime la sua contrarietà sia al reddito di cittadinanza che a quota 100. Ma crescono i malumori anche all'interno del Pd: "Quota 100 e reddito di cittadinanza - ricorda il capogruppo dem al Senato, Andrea Marcucci - sono un'eredità del governo con Salvini. Il primo provvedimento, particolarmente ingiusto verso i giovani, scade comunque nel 2021, il reddito di cittadinanza sta andando peggio delle peggiori previsioni. Possono anche non essere in agenda revisioni immediate, ma è il tempo di valutare".

Giustizia e prescrizione l’altro nodo nella maggioranza

Quota 100 e reddito non sono le uniche spine che Conte dovrà affrontare le prossime settimane: anche la questione della giustizia e in particolare della prescrizione resta un punto caldo al centro del confronto tra il Movimento e il Pd.

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