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Milleproroghe, resta la norma su Autostrade. Slitta l’assicurazione auto familiare

la battaglia tra governo e autostrade

3' di lettura

Nel decreto rimane il ruolo dell’Anas: in caso di revoca delle concessioni assumerebbe la gestione temporanea delle tratte. Ridotte le stime della penale, da 23 miliardi a 7. Slittano il pagamento dei canoni per le spiagge e l'avvio del mercato libero dell'energia

È arrivato al Colle il decreto Milleproroghe (COS'È) contenente, tra le altre cose, il progetto delle tappe di un eventuale addio ad Autostrade. Nella bozza del testo rimane il ruolo dell’Anas, che “in caso di revoca, di decadenza o di risoluzione di concessioni di strade o di autostrade” assumerebbe la gestione temporanea delle tratte, e la penale da pagare ad Autostrade passerebbe da 23 miliardi a circa 7 miliardi. L’esito non è scritto, ma la decisione sulla revoca delle concessioni sembra imminente, con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che nella conferenza stampa di fine anno ha detto: "Confidavo di poter completare l'istruttoria entro questo mese, ci sarà uno slittamento, ma siamo in dirittura finale". Il decreto, inoltre, stabilisce il rinvio dell'entrata in vigore della Rc auto familiare (COS'È E COME FUNZIONA), del pagamento dei canoni per le spiagge e dell'avvio del mercato libero dell'energia al 2022. Prorogati a marzo i vertici di Agcom e del Garante della Privacy.

Il ruolo di Anas e la penale

Nella bozza, in caso di stop alla concessione, le nuove norme attribuiscono la gestione temporanea delle tratte ad Anas e riducono la penale: secondo le stime, la cifra che spetta ad Autostrade scenderebbe da 23 miliardi a circa 7 miliardi. Se lo stop alla concessione deriva da suo inadempimento, dice la bozza, al concessionario spetta solo il "valore delle opere realizzate, al netto degli ammortamenti" e questo anche nel caso in cui vi siano norme precedenti che stabilivano altro, perché sono "da intendersi come nulle". Una diversa formulazione della parte sulle concessioni che, oltre a confermare che le nuove disposizioni sono di fatto retroattive e annullano gli attuali accordi e patti, toglie alla società dei Benetton la possibilità di prendere l'iniziativa e di tirarsi indietro per prima, garantendosi così un indennizzo più elevato. Una modifica che sembra la via per scongiurare la “minaccia” contenuta nella lettera che qualche giorno fa Autostrade ha inviato al governo, annunciando azioni legali, compresa la possibilità di ricorrere alla "risoluzione di diritto" della concessione.

Maggioranza divisa sulla revoca

La maggioranza però non sembra essere compatta sul tema della revoca. Lo stesso Milleproroghe è stato approvato in consiglio dei ministri "salvo intese" perché è mancato l'accordo su temi cruciali, tra cui proprio quello delle concessioni, con Italia Viva che ha chiesto di mettere a verbale il suo "non voto". Se il M5S chiede con forza la revoca ad Autostrade, in parte spalleggiato da Leu, il Pd ha invece tenuto un atteggiamento cauto.

Slittano la Rc familiare e i canoni per le spiagge

Fra le ultime novità del Milleproroghe, c'è lo slittamento da gennaio al 16 febbraio dell'entrata in vigore della Rc familiare, che permette di beneficiare della fascia assicurativa più bassa fra tutti i veicoli di proprietà del nucleo familiare. Posticipato al 30 giugno anche il pagamento dei canoni "per gli stabilimenti balneari e le "strutture dedicate alla nautica da diporto".

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