Autostrade a governo: risolviamo il contratto e chiediamo danni. De Micheli: inaccettabile

Politica

Nella missiva inviata a Palazzo Chigi, al Mit e al ministero dell'Economia la società ritiene che l'inserimento della norma nel decreto Milleproroghe violi la Costituzione. Dura risposta della ministra delle Infrastrutture e dei trasporti

Sale la tensione tra Autostrade per l'Italia (Aspi) e il governo sulla revoca della concessione contenuta nel decreto Milleproroghe, approvato "salvo intese" dal Cdm. La società in una lettera, annunciata nella serata di domenica, il cui contenuto è stato pubblicato in parte da Repubblica, avrebbe paventato la risoluzione del contratto con la possibile conseguenza di un risarcimento del cento per cento del valore della concessione, stimato in 23 miliardi di euro, anche se la cifra non sarebbe stata espressamente citata nella missiva inviata a Palazzo Chigi, al ministero dei Trasporti e al ministero dell'Economia. Il contenuto della letterà è stato definito "inaccettabile"dalla ministra delle Infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli.

Aspi:  "Disposizioni Milleproroghe contrarie a Costituzione"

Aspi ritiene che le disposizioni contenute nell'articolo 33 del Milleproroghe, che riguarda le concessioni autostradali, "siano contrarie agli inderogabili principi sanciti dalla Carta Costituzionale e dai Trattati europei". Secondo Autostrade, il governo così facendo interviene "in modo unilaterale ed ingiustificato su rapporti giuridici di durata puntualmente negoziati e sulla cui base le società concessionarie hanno effettuato ingenti investimenti ed assunto impegni sui mercati finanziari".

Aspi: "Risoluzione in caso di conferma della norma"

Così Aspi fa sapere che "riterrà verificatisi i presupposti per la risoluzione" della concessione, se la norma dovesse essere confermata nella legge di conversione del decreto Milleproroghe e, scrive ancora l'Aspi, "ciò in ragione del rispetto di molteplici diritti e principi sanciti dalla Costituzione e dal diritto comunitario, incluso il 'rispetto del principio di affidamento', ed a tutela del patrimonio della Società e di tutti gli stakeholders".

Lo scontro tra Aspi e il governo

La norma inserita nel decreto Milleproroghe contestata da Aspi è quella che stabilisce il passaggio ad Anas del controllo di strade e autostrade, in caso di revoca, decadenza o risoluzione di concessioni fino alla gara per un nuovo gestore. Un passaggio ulteriore definisce cosa spetti al concessionario e cosa allo Stato in termini di penali e risarcimenti. Applicato alla vicenda del Ponte Morandi, si tratta di definire il destino di quei 20-25 miliardi che la convenzione riconosce ad Autostrade per i mancati ricavi.

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