Zingaretti: "Se cade governo, si va a votare. Conte punto di riferimento per progressisti"

Politica

Il segretario del Pd in un'intervista al Corriere: "Il premier si è dimostrato un buon capo di governo. Autorevole, colto e anche veloce e sagace tatticamente". Su Renzi: "Decida dove stare". E sul M5s: "Al loro interno un confronto che va rispettato"

Se il Conte bis non tiene, si torna alle urne. Lo scenario è ipotizzato dal segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, in un'intervista al Corriere della Sera. "Dopo la caduta di questo governo, che abbiamo fatto bene a far nascere, sarebbero inevitabili le elezioni". Zingaretti è comunque "convinto che ci siano tutte le condizioni per andare avanti. Ma ci vuole una comune volontà politica". Nonostante i timori per la tenuta dell'esecutivo, Zingaretti promuove Conte: "Si è dimostrato un buon capo di governo. Autorevole, colto e anche veloce e sagace tatticamente". Secondo il capo politico dei Dem, il premier "non va tirato per la giacchetta. Anche se è oggettivamente un punto fortissimo di riferimento di tutte le forze progressiste. Il futuro, tuttavia, sarà determinato dalle scelte che ognuno compirà nei prossimi mesi". (SALVINI: GREGORETTI? IN TRIBUNALE CON ME MILIONI DI ITALIANI)

"Italia viva decida con chi stare"

Il leader Dem si attende una presa di posizione anche da Matteo Renzi: "Italia viva deve decidere se stare o meno dentro la prospettiva del campo progressista. Nel Paese si sta riaffermando uno schema bipolare. Lo stesso straordinario movimento delle sardine, con la sua semplicità così intensa, ha scelto da che parte stare".

"Nel M5s in corso confronto che va rispettato"

Per quanto riguara un'eventuale coalizione con i pentastellati, Zingaretti osserva: "Nel Movimento 5 Stelle è in corso un confronto che va rispettato. Una parte è convinta di un rapporto leale e duraturo con la sinistra. A partire, mi sembra, da Grillo, insofferente per natura alla prepotenza di Salvini. Altri hanno opinioni mi sembra diverse. Io, ripeto, rispetto, ma credo che la scelta fatta per l’Emilia e la Calabria sia figlia di questa incertezza. Ma confido che molti loro elettori sceglieranno Bonaccini e Callipo".

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