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Sardine, i fondatori: “L'Italia è nel mezzo di una rivolta, non saremo un partito”

il primo raduno dei 150 promotori delle sardine

2' di lettura

I quattro ragazzi che hanno ideato il movimento di protesta a Repubblica: “La nostra forza è collegare il virtuale al reale. Ci chiediamo ogni giorno come fare, ci sentiamo inadatti e impreparati, ma finalmente liberi. Siamo stati sdraiati per troppo tempo"

“Le sardine non esistono, non sono mai esistite. Sono state solo un pretesto. Potevano essere storioni, salmoni o stambecchi. La verità è che la pentola era pronta per scoppiare. Poteva farlo e lasciare tutti scottati. Per fortuna le sardine le hanno permesso semplicemente di fischiare”. A dirlo sono i quattro fondatori del movimento delle Sardine - Andrea Garreffa, Roberto Morotti, Mattia Santori e Giulia Trappoloni - che, in un’intervista a Repubblica raccontano la nascita delle maree silenziose che riempiono le piazze e spiegano: "L'Italia è nel mezzo di una rivolta popolare pacifica che non ha precedenti negli ultimi decenni. La forma stessa di un partito sarebbe un oltraggio a ciò che è stato e che potrebbe essere. E non perché i partiti siano sbagliati, ma perché veniamo da una pentola e non è lì che vogliamo tornare" (IL PROGRAMMA DELLE SARDINEDI MAIO: VORREI LAVORARE CON LE SARDINE).

“Ci sentiamo finalmente liberi”

Le Sardine, quindi, non saranno un partito, perché "chiedere che cornice dare a una rivolta è come mettere confini al mare. Noi ci chiediamo ogni giorno come fare, e ci sentiamo ridicoli, inadatti e impreparati, ma finalmente liberi. L'unica certezza che abbiamo è che siamo stati sdraiati per troppo tempo". Ma, anche senza cornice, l’obiettivo è chiaro: “Favorire lo sviluppo di un fenomeno culturale e sociale di resistenza all’avanzata del populismo e dei suoi meccanismi di attecchimento” (A MILANO SPUNTA MATTEO "SARDINA"). La forza delle Sardine, scrivono i fondatori, “è collegare il virtuale al reale, e non c’era niente di meglio che favorire la nascita di un fenomeno sociale fatto di individui in carne e ossa, capaci di mostrare che le piazze, virtuali e reali, sono di tutti”.

“Avevamo scatenato un maremoto a nostra insaputa”

I quattro ragazzi raccontano anche il giorno dopo la manifestazione del 14 novembre a Bologna, che ha segnato l’inizio e l’ascesa delle Sardine: “Avevamo scatenato un maremoto a nostra insaputa. Imprevisto quanto insperato”. “C’è chi ha provato a dire che la foto di Bologna risaliva a un capodanno, chi ha affermato che a Roma c’erano solo 35.000 persone - scrivono - Ma troppa gente poteva provare il contrario, troppi occhi, troppe orecchie, troppi cuori potevano riaffermare la verità” (LE FOTO DI PIAZZA SAN GIOVANNI).

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