Mes, Conte ai delusi del M5S: "Non scommetterei su Salvini"

Politica

“Io ci ho lavorato e non è che abbia ottenuto grandi risultati”, commenta il premier rivolgendosi ai dissidenti penstastellati che hanno votato contro la risoluzione sul Mes, per poi decidere di passare alla Lega. “A tutti i Parlamentari dico: lavoriamo fino al 2023”

"Non scommetterei su Salvini”. È il messaggio che il premier Giuseppe Conte, in un’intervista concessa alla Stampa mentre si trova a Bruxelles per il Consiglio europeo, rivolge ai dissidenti del M5S - Ugo Grassi, Francesco Urraro e Stefano Lucidi - che hanno votato contro la risoluzione sul Mes (CHE COS'È), per poi decidere di passare alla Lega. Il presidente del Consiglio non esclude un ulteriore rinvio del Salva-Stati a giugno e ai delusi pentastellati dice: "Auguro al senatore Ugo Grassi di avere più fortuna di me. Io ci ho lavorato con Salvini e non è che abbia ottenuto grandi risultati". Dal fronte dell'opposizione moderata, tra gli eletti di Forza Italia, vengono intanto lanciati aperti segnali di disponibilità su un gruppo di soccorso alla governo. "Se si dichiarano responsabili e si comportano da responsabili farò delle valutazioni conseguenti", commenta Conte. "Ma vedremo se e quando si profilerà un'ipotesi del genere". E a margine del Consiglio europeo, a chi gli chiede se preveda nuove uscite di parlamentari dalla maggioranza, risponde: ”No, assolutamente no, chi vuole lavorare ha la possibilità di farlo con noi fino al 2023”.

"Nel governo tutte le sensibilità potranno trovare ascolto"

Conte ammonisce in questo modo i transfughi: "Chi scommette su Salvini deve mettere in conto che dovrà aspettare molto di più per dare il proprio contributo. Con questo governo invece può già lavorare. Non voglio giudicare le singole scelte dei parlamentari come Grassi".  Nel colloquio con il quotidiano torinese, Conte fa "un ragionamento politico" che è rivolto “a tutti quanti", e cioè "a chi forse fino a oggi ha sentito di non essere riuscito a dare un contributo, come avrebbe voluto”. E promette: "Da qui al 2023 vogliamo riformare il Paese. In cantiere c'è il Green New Deal, la giustizia in tutti i suoi pilastri, la riduzione della burocrazia che attraverserà qualunque settore. Si tratta di un grande progetto riformatore in cui tutte le competenze e tutte le sensibilità potranno trovare ascolto”, assicura.

"Fossi in Salvini conserverei qualche energia"

Quindi il premier lancia un affondo "sulla sensibilità istituzionale di Salvini", sulla quale precisa "mi sono già pronunciato tante volte", per poi aggiungere: "Mi limito a osservare che ce la sta mettendo tutta, fossi in lui non disperderei ogni energia, ne conserverei qualcuna…", riferendosi ai segnali lanciati di voler accogliere tra le fila della Lega i tentennanti dei 5Stelle, e augurandosi nello stesso tempo "che le attuali forze della maggioranza si dividano ulteriormente…".

"Renzi? Sul finanziamento della politica non tornerei al passato"

Quanto al discorso pronunciato ieri da Matteo Renzi in Senato sulle modalità e le necessità di finanziamento della politica, Conte si limita a dire che "non tornerei al passato, a forme di finanziamento diretto e considero giusto rendere trasparente ogni tipo di sostegno economico che arriva a un partito, anche attraverso fondazioni collegate". Detto ciò, il premier si fida o no di Renzi? Risposta: "Fino a prova contraria, mi fido di tutti quelli che stanno lavorando con me, con atteggiamento coinvolgente".

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