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Mes, Gualtieri: "Accordo di principio. Lega vuole uscita dall'euro, è nemica dell'Italia"

Fondo Salva Stati, Governo alla ricerca di un'intesa

3' di lettura

Il ministro dell'Economia: raggiunta un'intesa "che dovrà essere finalizzata in linea con le procedure nazionali". La firma del nuovo Trattato è attesa per l'inizio del 2020. "Accordo di principio su tutti gli elementi", spiega il presidente dell'Eurogruppo Centeno

Sul Mes "è stato definito un accordo di principio che dovrà essere finalizzato in linea con le procedure nazionali". A dirlo, al termine dell'Eurogruppo di mercoledì, è il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. "Sono fiducioso che su questa base sia possibile raggiungere un consenso nella maggioranza", ha aggiunto il ministro che ha poi definito "demagogia priva di fondamento la campagna di Salvini e della destra". "È noto che Borghi e la Lega sono per l'uscita dall'euro e quindi si confermano nemici degli interessi dell'Italia, della tutela dei risparmi", ha poi ribadito Gualtieri al termine dell’Ecofin.

Gualtieri: "Salvini ha alzato le tasse e aumentato debito"

"Se si facesse quello che dice Borghi gli italiani perderebbero molti soldi, il valore dei loro stipendi e delle loro pensioni, verrebbe drasticamente ridotto, quindi l'Italia sarebbe un Paese molto più povero", ha aggiunto il ministro parlando del Carroccio. Poi l'attacco a Salvini: "Ha alzato le tasse e ha aumentato il debito, è riuscito a fare le due cose insieme, invece noi riduciamo le tasse e mettiamo il debito su un percorso di discesa, e rilanciamo gli investimenti, non li tagliamo".

Centeno: "Accordo di principio su tutti gli elementi"

Le dichiarazioni di Gualtieri sono arrivate dopo quelle del presidente dell'Eurogruppo, Mario Centeno, che sulla riforma del meccanismo salva-Stati (COS’È) aveva spiegato: "Non vediamo ragione per cambiare il testo". E che oggi ha ribadito: l'accordo di principio è stato raggiunto su "tutti gli elementi della riforma". L'Eurogruppo, ribadisce Centeno, è arrivato a un'intesa che include anche le "note esplicative" sulle clausole di azione collettiva (cacs), su cui l'Italia si è battuta durante la riunione. Il presidente dell'Eurogruppo spiega che, però, serve ancora del lavoro tecnico su altri aspetti: sarà terminato nella riunione di gennaio. Dopodiché, il testo sarà tradotto nelle diverse lingue nel corso del primo semestre 2020, e nel secondo semestre sarà ratificato. 

Le trattative sul Mes

Per Gualtieri, sono tre gli obiettivi raggiunti: "La possibilità di una subaggregazione dei titoli" (nell'ambito delle clausole Cacs, ndr), le ipotesi di "condizionalità sul backstop" e "l'eliminazione dalla roadmap a riferimenti al trattamento prudenziale dei titoli sovrani". Il ministro ha anche fatto sapere che durante la stesura delle conclusioni, l'Italia ha bloccato il negoziato per qualche tempo: "Abbiamo impedito di concludere finché tutti i punti che ritenevamo essenziali fossero stati definiti". In particolare, sulle clausole di azione collettiva "ho detto con chiarezza che non avrei acconsentito di chiudere finché non si sarebbero esplicitate le condizioni" che poneva l'Italia, e "c'è stato un negoziato intenso".

Lo scontro politico

Sui tempi per la firma del nuovo Trattato, come ha spiegato Centeno, occorrerà quindi aspettare l'inizio del 2020. Intanto, il premier Giuseppe Conte ha affermato di non vedere rischi: “Quando sarà firmato, decideranno i responsabili politici dei singoli Paesi”. Ma Salvini è tornato all’attacco: per il leader della Lega, il rinvio al 2020 è "un escamotage"

Data ultima modifica 05 dicembre 2019 ore 14:32

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