Vitalizi, la Cassazione respinge il ricorso su tagli. Di Maio: “Bellissima notizia”

Politica

La Suprema Corte ha stabilito che solamente la Camera ha titolo per decidere sul merito degli assegni agli ex onorevoli. Esulta il vicepremier del M5s: “Risparmiamo 280 milioni che potranno essere usati a favore degli italiani”

La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro il taglio dei vitalizi degli ex parlamentari. I giudici di piazza Cavour hanno infatti sottolineato che le controversie sulle indennità (e quindi anche gli assegni per gli ex parlamentari) “non possono che essere decise dagli organi dell’autodichia, la cui previsione risponde alla medesima finalità di garantire la particolare autonomia del Parlamento”. Nel commentare la decisione, il vicepremier Luigi Di Maio ha scritto su Facebook: “Una bellissima notizia: la Cassazione ha bocciato il ricorso!”. "Con l'eliminazione dei vitalizi sapete quanto andremo a risparmiare? – ha aggiunto – Circa 280 milioni, tra Camera e Senato, a legislatura. Soldi che invece di finire nelle tasche di pochi privilegiati potranno essere usati a favore degli italiani".

Uno “spiraglio” per i ricorsi

La Cassazione ha dunque stabilito che sui tagli delle pensioni degli ex onorevoli il solo organismo che ha titolo per decidere è la Camera. Tuttavia, il Consiglio di Giurisdizione della Camera – ha sottolineato la Suprema Corte - è legittimato "a sollevare questioni di legittimità costituzionale". Per questo motivo chi - come il professor Paolo Armaroli, ex onorevole promotore del primo ricorso in Cassazione - ritiene che i tagli abbiano leso "diritti fondamentali", o nutre dubbi "di legittimità costituzionale", può evidenziarli "davanti al Consiglio di Giurisdizione della Camera dei deputati".

Associazione ex Parlamentari: “Il vitalizio non è privilegio ma garanzia”

"La Cassazione si è limitata a stabilire chi è il giudice che ha la competenza a giudicare. Sul merito, invece, ha ribadito quello che abbiamo sempre sostenuto e cioè che il vitalizio, come l'indennità parlamentare, non è un privilegio ma una garanzia”, ha sottolineato il presidente dell'Associazione degli ex Parlamentari, Antonello Falomi. “La garanzia posta dalla Costituzione a tutela dell'accesso dei cittadini alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza e del libero esercizio della funzione del parlamentare senza vincolo di mandato".

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