Europee, ancora scintille tra Lega e M5s nell’ultimo giorno di campagna elettorale

Politica

Ultime stoccate prima del voto: per Di Maio “Salvini è in difficoltà, comunque vada noi restiamo maggioranza in Parlamento”. Il leader della Lega replica a Sky TG24: “Se saremo primi, nostre idee più forti”. Zingaretti attacca: “Votare Pd per mandarli a casa”

Ancora tensioni e stoccate reciproche tra Lega e M5s nell’ultimo giorno di campagna elettorale, prima del silenzio e dell’apertura delle urne domenica per le Europee e per le Amministrative in 3800 comuni. (QUANTO SPENDONO I PARTITI SU FACEBOOK) I rispettivi leader si sono punzecchiati con parole polemiche, smentendo tuttavia l'intenzione di porre fine all'esperienza di governo dopo le urne, che anzi il premier Giuseppe Conte ha rilanciato. La fine dell'esecutivo è indicata invece come obiettivo dai principali partiti di opposizione, Pd, Fi e Fdi, pur con motivazioni diverse. (TUTTI I CANDIDATI) Il testa a testa tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini è continuato con le dichiarazioni del leader del M5s, che ha affermato: "Noi non sappiamo quale sarà il risultato" del voto di domenica, quello che so io - ha rimarcato - è che il M5S ha il 36% del Parlamento italiano, abbiamo la maggioranza assoluta del Cdm e così rimarrà. Non ho intenzione di parlare di poltrone lunedì". Parole a cui ha risposto nel pomeriggio l’altro vicepremier Matteo Salvini: "Sono fantasie” che la Lega voglia far cadere il governo. E poi la stoccata all'alleato di governo: "Capisco che Di Maio sia nervoso perché i sondaggi dicono che i 5 stelle hanno qualche problemino e la Lega è forte, ma non ho tempo per polemiche e insulti". In serata Salvini, ospite a Tribù su Sky TG24, ribadisce: “Se la Lega esce più forte non chiedo mezza poltrona in più”, pur evidenziando che “ultimamente da parte dei Cinque stelle è più usuale l'insulto" (LO SPECIALE – IL QUIZ – LE COMUNALI – LE ELEZIONI DEL 26 MAGGIO).

Di Maio-Salvini escludono crisi post-voto, Conte rilancia il governo

Di Maio ha attaccato poi Salvini perché, dice, “sono settimane che continua a fare la vittima dicendo che lo insulto, mentre sono i suoi a minacciare la crisi di governo ogni giorno. Mi auguro che da lunedì i leghisti si mettano a lavorare di più”, ha affermato il leader del M5s. Tuttavia entrambi hanno escluso crisi di governo post elettorali: "fantasie" ha tagliato corto Salvini. "Io non ho intenzione di parlare di poltrone da lunedì" ha replicato Di Maio. Anche Giancarlo Giorgetti, ha escluso che la Lega possa chiedere un rimpasto di governo. Il premier Conte, nonostante il clima teso, ha rilanciato l'azione di governo: "Da lunedì l'Italia sarà chiamata a essere protagonista di una nuova grande stagione europea, che si annuncia fortemente riformatrice. Abbiamo piena consapevolezza del nostro ruolo e dei nostri obiettivi".

Salvini a Sky TG24: "Chiedo voto per cambiare Europa"

Durante il suo intervento a Tribù, Salvini ha assicurato che, dopo le elezioni di domenica, non spingerà per un rimpasto di governo. "Chiedo il voto per cambiare l'Europa, non per chiedere un ministro in più. Non chiedo mezza poltrona in più", ha detto. Secondo Salvini, anche dopo le Europee "la somma dei voti di Lega e Cinque stelle supererà ampiamente il 50%". "Molti vogliono portare più Europa in Italia, io voglio portare più Italia in Europa", ha detto ancora. E sulle tensioni con il M5s, il leader della Lega ha detto: “Da lunedì spero in un rapporto più costruttivo con Di Maio. Conto che tornino tutti tranquilli e che si lavori”.

I primi risultati in Europa galvanizzano il Pd

Intanto nei primi voti per le Europee (hanno votato Olanda e Regno Unito giovedì, Irlanda e Repubblica Ceca venerdì), arrivano alcuni elementi di novità. I primi dati delle urne in Olanda, dove si è votato giovedì, parlando del crollo del partito sovranista e di una buona performance dei laburisti di Frans Timmermans, candidato socialista alla guida della Commissione Ue, che ha chiuso la campagna proprio in Italia, a Milano, con Nicola Zingaretti, che con tutto il Pd ha evocato una riscossa socialista in Europa. Che dalle urne possa emergere un risultato che metta in crisi il governo se lo augurano proprio i dem, galvanizzati dai risultati in Olanda. Dopo la vittoria del Psoe in Spagna due settimane fa, in casa Dem, da Paolo Gentiloni fino al Zingaretti si parla di una riscossa a livello continentale. I dati olandesi, ha detto Carlo Calenda, sono un "segnale incoraggiante e fanno vedere che populisti e sovranisti in Europa non conteranno assolutamente nulla".

Zingaretti: “Con il voto al Pd governo a casa”

In giornata è arrivato anche il duro attacco del segretario del Pd Nicola Zingaretti: "C'è solo un voto che dà la garanzia assoluta che nel Parlamento europeo i nazionalisti non avranno la maggioranza e che, questo governo, dopo il 27 vada a casa: ed è il voto alla lista unitaria del Partito democratico". “Chi non vuole Salvini ministro, deve votare questa lista e non Di Maio e i 5 stelle che dalle 6 di mattina alle 4 del pomeriggio fanno finta di litigare e dalle 4 del pomeriggio a mezzanotte dicono che vogliono continuare 4 anni. Il vero pericolo è questo: che malgrado tutto continuino a danneggiare il paese" ha aggiunto Zingaretti.

Fi e Fdi auspicano ritorno della Lega nel centrodestra

Da parte loro invece, Forza Italia e Fratelli d’Italia auspicano che la Lega abbandoni il M5s, per tornare al centrodestra. Sia Silvio Berlusconi che Giorgia Meloni hanno invitato gli elettori di centrodestra a votare i loro partiti a scapito della Lega, come chiave per far cadere l'esecutivo. Lo ha confermato Meloni anche al programma di Sky TG24 Tribù, dove è intervenuta affermando di lavorare “per costruire un’alternativa al governo”, in modo che “Lega e FdI possano avere un’altra maggioranza”. Ma, almeno a parole, il ministro dell'Interno gela le aspettative di Fi e Fdi: "Non ho nessuna nostalgia del passato, non guardo indietro. Con Fi amministriamo magnificamente in molti comuni" ma "non ci sarà nessuna operazione di Palazzo". Anche perché Berlusconi evoca una coalizione in cui Fi sia "la spina dorsale" che esprime il premier, cioè Antonio Tajani a danno di Salvini.

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