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Decreto famiglia, Tria: mancano le coperture. Di Maio: decidono i politici, non i tecnici

3' di lettura

Il ministro dell'Economia spiega il passo indietro sulla misura annunciata da Di Maio, che replica: "Apprezzo il suo ruolo di cane da guardia dei conti, ma l'Inps ci dice che quest'anno possiamo recuperare un miliardo" 

"Per il decreto famiglia non sono state individuate le coperture, per questo è stato rinviato". Poche parole, una spiegazione senza appello: così il ministro dell'Economia Tria racconta lo stop al provvedimento fortemente voluto dal Movimento Cinque Stelle, e portato sul tavolo di un Consiglio dei ministri dove si è discusso anche di una delle proposte-bandiera per la Lega di Salvini, il dl sicurezza bis. Tre ore di vertice, molte tensioni, un nulla di fatto.

 

"Non sappiamo cosa sia questo miliardo"

Tria, conti alla mano, gela Di Maio, e il suo impegno ad adottare la misura di sostegno ai nuclei familiari bisognosi finanziandola con i soldi "risparmiati" sul Reddito di cittadinanza: "Non sappiamo cosa sia questo miliardo. Se per il reddito si spenderà meno di quanto preventivato, si saprà a fine anno e non adesso", ha detto il ministro dell'Economia, aggiungendo che "è chiaro che queste spese non possono essere portate all'anno successivo".

La replica dei Cinque Stelle

A stretto giro arriva la replica di Di Maio: "Non ho intenzione di attaccare il ministro dell'Economia, ma il decreto famiglia è una priorità politica e i soldi ci sono: l'Inps ci dice che un miliardo quest'anno lo riusciamo a recuperare", sostiene il vicepremier, che poi affonda la stoccata: "Per me quando si decide dove destinare i soldi è la politica che lo decide, non i tecnici, fermo restando che ho sempre apprezzato il ruolo da cane da guardia dei conti rivestito da Tria". Prima dell'intervento di Di Maio, il Movimento aveva reso pubblico il disappunto per la sortita del ministro con il sottosegretario agli Esteri Di Stefano: "Da Tria ci aspettiamo soluzioni, non ostacoli. Non si nasconda dietro ai numeri, anche perché i numeri ci danno ragione". 

Opposizioni all'attacco

"Siamo alla paralisi, e intanto Tria conferma che i conti pubblici sono fuori controllo: o salirà l'Iva o ci saranno tagli ai servizi, non c'è alcuno spazio per lo sviluppo e la crescita", commenta il segretario del Pd Nicola Zingaretti. Forza Italia attacca con Renato Brunetta: "Questo governo è ormai allo sbando, i nodi sono venuti al pettine: quando gli esponenti della maggioranza sono costretti ad abbandonare gli slogan e a ragionare sui numeri si dimostrano incompatibili sul piano delle scelte di politica economica e incapaci di trovare un'intesa". E Giorgia Meloni vede in arrivo "una manovra economica da lacrime e sangue". "Un governo serio dovrebbe dire se l'Iva aumentera o no prima prima del voto di domenica", dichiara la leader di Fratelli d'Italia.

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