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Primarie Pd, gli appelli dei tre candidati

2' di lettura

Domenica 3 marzo si vota per eleggere il nuovo segretario. Giachetti: “In gioco il futuro del Paese”. Martina: “Pd unito sia l’alternativa a Lega e M5S”. Zingaretti: “Vogliamo rilanciare la sfida di un’Europa diversa”. IL RACCONTO DEL VOTO

Mancano meno di 24 ore alle primarie che porteranno il Partito democratico a nominare il suo nuovo segretario: si vota domenica 3 marzo in tutta Italia (COME VOTARE DOVE SI VOTA). In corsa, i tre candidati Roberto Giachetti, Maurizio Martina e Nicola Zingaretti (IL CONFRONTO A SKY TG24 - CHI SONO) che il 28 febbraio si sono confrontati su temi e programmi, ospiti di Sky tg24. Ora hanno lanciato l’ultimo appello (IL RACCONTO DEL VOTO).

Giachetti: “Guardare sempre avanti”

“Domenica non si vota solo per il futuro del Partito democratico, ma si vota per il futuro del Paese”, è l’appello che arriva da Roberto Giachetti. “Anna Ascani e io ci siamo con la nostra lista ‘Sempre avanti’”, ricorda, citando la deputata dem che lo accompagna nella corsa delle primarie. “Perché avanti dobbiamo andare e avanti dobbiamo guardare e avanti dobbiamo pensare sempre per il nostro Paese”.

Martina: “Basta divisioni”

“Votare, partecipare, costruire insieme l’alternativa a Lega e 5 Stelle e farlo uniti. Basta divisioni”, è invece il messaggio che arriva dall’ex segretario Maurizio Martina. “È fondamentale che il Partito democratico esca da queste primarie più unito e più forte. Più consapevole della sua responsabilità verso gli italiani”. Martina si dice convinto che “sarà una grande giornata di mobilitazione e sarà il primo segnale vero di alternativa a questa destra pericolosa che sta governando il Paese e lo sta facendo male, portandoci ancora in recessione e in crisi”.

Zingaretti: “Ci batteremo per cambiare l’Europa”

Al centro dell’appello del candidato favorito, Nicola Zingaretti, c’è invece l’Europa. “Noi non permetteremo mai che nel nome del malessere sociale si distrugga l’unica difesa che abbiamo che è l’Europa”, dice il governatore del Lazio. “Ci batteremo anche affinché l’Europa cambi. Perché questa Europa così come oggi si è definita non va bene”. Ma, sottolinea, “una cosa è cambiare l’Europa, altra cosa è picconarla e distruggerla. Magari per fare gli interessi dell’America di Trump o della Russia di Putin. Noi siamo italiani, siamo europei e vogliamo rilanciare questa grande sfida”, conclude Zingaretti.  

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