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Tav, fonti governo: verso analisi tecnica negativa "ma nessuna decisione ancora presa"

3' di lettura

Il vertice notturno non ha sbloccato il nodo sulla Torino-Lione. Ieri la relazione all'esecutivo. La Lega teme lo scontro con la Francia in caso di blocco. Salvini: "Referendum se la valutazione è negativa". Di Maio ribadisce: M5S contro l'opera

Il vertice notturno di governo, che ha sbloccato l’impasse sui migranti, non ha invece portato a conclusioni sul nodo Tav. L’esecutivo ieri ha ricevuto la relazione (definita “una bozza preliminare”) della commissione di esperti istituita dal ministero: l’analisi tecnica sembra orientata, secondo fonti di governo, a bocciare l'opera ma diversi ministri - a partire da quelli leghisti - stanno pressando per un supplemento di riflessione. 

Si rischia scontro con la Francia

Il governo quindi prende ancora tempo, in attesa di ulteriori confronti tra la linea del M5s, che vuole lo stop dell'opera, e quella della Lega, che è invece contraria a bloccare i lavori. Il no all'opera rischia tra l'altro, spiegano i leghisti, di provocare la “ritorsione” dei francesi su Fincantieri.

Di Maio: "Aspettiamo dato ufficiale"

"Non ho letto" l'analisi costi-benefici, "è uno studio preliminare", ha commentato oggi il vicepremier Luigi Di Maio. "Aspettiamo il dato ufficiale, i tecnici dovranno parlare e dire se quell'opera è un buon investimento". Il Movimento "è contro" la Tav e quelle risorse potrebbero essere utilizzate per migliorare la mobilità cittadina, ha aggiunto Di Maio. 

Salvini: "Se l'analisi è negativa sono a favore del referendum"

Sulla questione Tav è intervenuto anche il ministro dell'Interno, Matteo Salvini: "Al governo si discute, anche sulle infrastrutture. Io sono a favore di nuove strade e ferrovie. La Tap, ad esempio, è in corso di lavorazione. Sono a favore della Tav e affinché vada avanti", ha detto il vicepremier durante una trasmissione radiofonica. "Se l'analisi dei tecnici sulla Tav fosse negativa - ha aggiunto - nessuno di noi vorrebbe né potrebbe fermare una richiesta di referendum". 

Chiamparino: "Lo scontro nel governo danneggia il Paese"

La Torino-Lione, e le differenti valutazioni che vengono fatte sull'opera da Lega e M5S, aprono "un'altra crepa nel governo". A dirlo è il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. "Chi vincerà lo scontro? Bisognerebbe chiederlo a Di Maio o a Salvini", aggiunge il governatore a margine di un incontro a Torino. "Certamente, l'esito non sarà comunque positivo per il Paese e per il Piemonte, perchè determina una situazione di incertezza". Poi aggiunge: "Il governo non ha più alibi: in dati tecnici ci sono, li completi e decida. Se dirà no alla Tav, chiederò al Consiglio regionale di indire con apposita legge un referendum consultivo al quale, se lo riterranno, potranno unirsi i colleghi di Veneto, Lombardia, Valle d'Aosta, e Liguria, in modo da avere una grande giornata in cui tutto il Nord Italia si pronunci su un eventuale decisione di bloccare la Tav".

La Lega su Chiamparino: "Sul referendum fa solo parole"

Non si fa attendere la replica della Lega alle parole di Chiamparino sulla Tav e su un ipotetico referendum: "Sul referendum Chiamparino fa solo parole. Dia un segnale forte di serietà, mettendo rapidamente mano alla proposta di legge per disciplinare il referendum consultivo targata Lega". Queste le parole di Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera e segretario in Piemonte. "Se prima il centrosinistra aveva la scusa di non approvarla per evitare il referendum sull'autonomia - dice Molinari - oggi la legge tornerebbe utile per la Tav".

Data ultima modifica 10 gennaio 2019 ore 16:15

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