Decreto Sicurezza, Regione Toscana: “Pronto ricorso alla Consulta”

Politica
enrico_rossi_ansa

Il presidente Enrico Rossi si schiera con i sindaci che hanno protestato contro il decreto. “Presto avremo una legge regionale che tutela i diritti della persona, a prescindere dalla cittadinanza”, aggiunge. Salvini: "Pensi a toscani poveri"

Contro il decreto sicurezza la Regione Toscana farà ricorso alla Corte Costituzionale, con una delibera che sarà approvata nella seduta della giunta di lunedì prossimo. Lo annuncia in una nota il presidente della Regione Enrico Rossi, confermando il pieno sostegno alla protesta dei sindaci che, dice, "fanno bene a ribellarsi a una legge disumana che mette sulla strada, allo sbando, decine di migliaia di persone che così diventano facile preda dello sfruttamento brutale e della criminalità organizzata, aumentando l'insicurezza". Matteo Salvini replica: "Rossi pensi ai 119mila toscani poveri".

Una legge regionale per tutelare i diritti

Nell’attesa che la Consulta si pronunci sulla legge, sottolinea Rossi, “per aiutare e assistere i migranti e tutti coloro che hanno bisogno in Toscana si avranno tutele stabilite da una legge regionale”. Il presidente ricorda infatti come lo scorso 22 dicembre la giunta ha approvato una proposta (che sarà votata dal prossimo consiglio) “che tutela i diritti della persona umana, a prescindere dalla cittadinanza”. "La materia sanitaria, assistenziale e l'istruzione sono materie concorrenti su cui le Regioni hanno potere di legiferare”, spiega Rossi. “Già nel 2010 la Corte Costituzione si era pronunciata contro il governo Berlusconi e aveva dato ragione alla Toscana su una legge analoga che riconosceva il diritto di ogni persona alla cura. Forte di quella sentenza la giunta propone ora al consiglio regionale una legge più estesa e precisa, l'esatto contrario di quella del governo, che invece viola i diritti fondamentali della persona umana”, dice, sottolineando di voler analizzare la possibilità per le Regioni di far ricorso alla Corte anche su materie di competenza dei Comuni.

Salvini: “Rossi pensa a clandestini, noi agli italiani”

Come già fatto nei giorni scorsi verso i sindaci contrari al decreto, il ministro dell’Interno Matteo Salvini non rinuncia alla replica. "Ci sono 119mila toscani (pari a 53mila famiglie) in condizioni di povertà assoluta, si contano quasi 22mila domande per ottenere una casa popolare in tutta la Regione, si registra una sanità criticata da medici e utenti per le liste d'attesa, i tagli e i turni di lavoro massacranti. Eppure il governatore Enrico Rossi straparla del Decreto sicurezza che dà più legalità, risorse e strumenti agli amministratori locali. Lui pensa ai clandestini, noi agli italiani”, è la risposta del ministro.

Le polemiche tra sindaci e governo

L’annuncio del presidente della Toscana alimenta lo scontro che si è acceso nei giorni scorsi tra alcuni sindaci e il governo. Diversi primi cittadini si sono infatti schierati al fianco del sindaco di Palermo Leoluca Orlando che ha disposto la sospensione di una parte del decreto sicurezza. Dalla sua parte, tra gli altri, anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, e quello di Milano, Giuseppe Sala. Viceversa, in difesa della legge, si sono espressi, oltre ai due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, anche i primi cittadini di Trieste, Udine e Lodi.

Politica: I più letti

Arriva sempre primo

Ricevi le notizie più importanti di politica, mondo, cronaca, spettacolo, le analisi e gli aggiornamenti. Per accettare le notifiche devi dare il consenso.

Hai attivato le notifiche di sky tg24

Fai login per ottenere il meglio subito.

Accedi con il tuo Sky ID o registrati in pochi istanti.