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Manovra, deroga per accesso a ordini di professioni sanitarie anche senza titoli

3' di lettura

Nella legge di bilancio una norma consente l'iscrizione in elenchi speciali per chi ha svolto professioni sanitarie (tecnici di laboratorio, fisioterapisti), senza un titolo abilitante, per almeno 36 mesi negli ultimi 10 anni. Aifi: sanatoria globale di abusivi

Tra le varie novità introdotte nel testo della manovra approvato dal Senato compare una deroga per l'iscrizione agli ordini per chi ha svolto professioni sanitarie senza il possesso di un titolo abilitante per l’iscrizione all’albo (TUTTE LE NOVITA' IN MANOVRA). Il riferimento, nello specifico, riguarda tecnici sanitari e di laboratorio, tecnici della riabilitazione e della prevenzione. Potranno continuare a svolgere l'attività professionale iscrivendosi in appositi elenchi speciali, se hanno lavorato per un periodo minimo di 36 mesi, anche non continuativi, negli ultimi 10 anni. L’Associazione Italiana Fisioterapisti parla di “sanatoria globale per tutti gli abusivi in sanità”.

Cosa prevede la norma

Secondo quanto ricostruito da Repubblica, tutto parte da un emendamento voluto dal M5s che modifica in parte la legge 42/99, e allenta la stretta in materia voluta dall'ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Il comma 283 bis della legge di Bilancio allarga la possibilità di operare in professioni infermieristiche, riabilitative, tecnico-sanitarie, di ostetrica, di prevenzione, senza possedere un titolo abilitante per l'iscrizione all'albo professionale. Sarà sufficiente aver lavorato per un periodo minimo di 36 mesi, anche non continuativi, negli ultimi 10 anni, per continuare a svolgere questi lavori previsti dal profilo della professione sanitaria di riferimento, purché ci si iscriva, entro "il 31 dicembre 2019, in appositi elenchi speciali ad esaurimento e istituiti presso gli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, fermo restando che tale iscrizione non si tradurrà in un’equiparazione”. È stato anche ampliato l'accesso alla professione di massaggiatore.

Le critiche

La decisione ha già scatenato le critiche delle associazioni di professionisti che giudicano negativamente il provvedimento. L'Associazione italiana fisioterapisti, già prima dell'approvazione da parte del Senato aveva attaccato l'emendamento. "Assisteremo al paradosso che chi ha lavorato come dipendente o autonomo svolgendo attività riconducibili a quelle di una professione sanitaria come il fisioterapista o altra professione, senza titoli di studio abilitanti all’esercizio, verrà iscritto in elenchi speciali, potendo così continuare ad esercitare abusivamente. Manca la previsione di quali titoli di studio permetterebbero tale iscrizione, mancano le modalità di verifica delle reali competenze degli iscritti agli elenchi speciali necessarie per potersi occupare della salute delle persone. Una assurdità totale. Nessuno, politica o sindacati, potrà cavarsela con la scusa di aver salvato posti di lavoro", si legge nella nota del 21 dicembre dell'Associazione italiana fisioterapisti.

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