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Ncc, stop al ritorno in rimessa e archivio informatico: approvato il nuovo decreto

3' di lettura

Dopo lo stralcio del testo dal maxiemendamento alla manovra, è arrivato l’ok al nuovo provvedimento: moratoria di 90 giorni per le sanzioni e stop a nuove autorizzazioni fino alla creazione di un archivio delle licenze. Anitrav: devastante, non riusciremo a lavorare

Dopo lo stralcio del testo iniziale contenuto nel maxiemendamento alla manovra (COSA PREVEDE) per problemi di coperture, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto ad hoc che introduce una nuova regolamentazione della disciplina del servizio di noleggio con conducente. Il provvedimento arriva dopo giorni di scontri tra tassisti e noleggiatori, da una parte, e il governo, chiamato ad affrontare la crisi del settore (FOTO).

Deroghe, sanzioni e stop al ritorno in rimessa: cosa dice il decreto

Il testo prevede che gli Ncc possano operare in ambito provinciale senza dover tornare sempre in rimessa, ma solo se nel “foglio di servizio” sono già indicate "più prenotazioni oltre la prima". Il decreto inoltre contiene una deroga per 2 anni per chi abbia contratti con società di altri territori, stipulati fino a "15 giorni" prima dell'entrata in vigore. Per le sanzioni si prevede invece una moratoria di 90 giorni, sempre dall'entrata in vigore del decreto. Previsto anche lo stop al rilascio di nuove autorizzazioni fino alla piena operatività di un nuovo "archivio informatico pubblico nazionale" che registrerà tutte le licenze anche dei taxi.

Anitrav lancia un appello a Mattarella: è un decreto devastante

Il decreto però non piace ad Anitrav (Associazione nazionale imprese trasporto viaggiatori): "Quello approvato questa notte è un decreto devastante che non permetterà alle imprese di noleggio con conducente di poter svolgere il proprio lavoro anche prima del 31 dicembre - ha detto il Consigliere nazionale Giulio Aloisi - Adesso l'ultima possibilità che è rimasta è il presidente della Repubblica, l'unico che può salvare una categoria di 80000 imprese". Aloisi poi aggiunge: "Chiediamo inoltre le dimissioni del ministro Toninelli per le dichiarazioni avventate fatte ieri totalmente schierate con la categoria dei tassisti. Non accettiamo che un ministro della Repubblica possa favorire in questo modo una categoria contro un'altra. Le associazioni si stanno organizzando per riunirsi e per capire come affrontare questo ennesimo incubo".

Le proteste e lo stralcio del primo testo

Ieri il maxiemendamento passato all'ora di pranzo aveva scontentato tutti, tassisti e noleggiatori, che da giorni avevano dato vita a un braccio di ferro col governo per rivendicare ciascuno i propri diritti. Poi, con lo stralcio della norma sugli Ncc che avevano promesso di "fare come i gilet gialli", lo scontento è stato solo dei tassisti, che in serata hanno bloccato il servizio a Roma alla stazione Termini e all'aeroporto di Fiumicino: "La parola di Salvini e Di Maio vale zero". Ma già in giornata tassisti e Ncc avevano manifestato in piazza: i primi a pochi metri dal Senato, i secondi con un flashmob e blocchi sulla Roma-Fiumicino. Infine, l’annuncio del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli: "La norma che il vice-ministro Rixi aveva concordato con voi e con gli Ncc e che è uscita dalla manovra, verrà inserita in un apposito decreto che verrà varato stasera. Non ci rimangiamo la parola. Il Governo vuole combattere l'abusivismo. Alla riforma d'urgenza seguirà una riforma organica del trasporto pubblico non di linea".

Data ultima modifica 23 dicembre 2018 ore 09:42

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