Manovra, vertice tra Salvini, Di Maio, Conte e Tria. 7,1 mld per reddito cittadinanza

Politica

Braccio di ferro tra i vicepremier su ecotassa, tagli a quota 100 e reddito di cittadinanza. Secondo fonti di palazzo Chigi sarebbero state trovate le coperture per arrivare al 2,04 del deficit/Pil. Ecotassa solo per le auto extralusso 

Le coperture per arrivare al 2,04 del deficit/Pil ci sono. Lo assicurano, mentre è in corso il vertice sulla manovra, fonti di Palazzo Chigi, secondo le quali le risorse che mancano - che ammonterebbero a circa 3 miliardi - sono state trovate, tra l'altro, nelle pieghe del bilancio dello Stato. La notizia arriva dopo una giornata di tensione tra i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Al centro dello scontro la manovra e gli eventuali passi indietro da fare su pensioni e reddito di cittadinanza per trovare altri cinque miliardi di euro, necessari a evitare la procedura d'infrazione dell'Ue. Sempre secondo indiscrezioni, l'ecotassa resta solo per le auto extralusso ed è esclusa per quelle di piccola cilindrata. Il balzello si applicherebbe sulle auto con emissioni di almeno 20 punti in più rispetto alla norma originaria. Saranno poi aumentate le colonnine per la ricarica elettrica. Sarebbe questo il compromesso trovato dopo che Salvini aveva assicurato: "Non ci sarà nessun tassa sulle nuove auto. Non c'è nel contratto di governo, posso dirlo sia a nome mio e sia del Movimento 5 Stelle". Nel corso della giornata fonti del governo avevano spiegato: il reddito di cittadinanza costerà complessivamente 7,1 miliardi di euro e saranno più di 5 milioni gli aventi diritto.

Tempi stretti per l’esame in commissione

La legge di bilancio è quindi ancora in balia degli scontri e delle trattative che da giorni si susseguono fuori dalle Aule parlamentari: mancano 16 giorni all'esercizio provvisorio e l'esame in commissione a Palazzo Madama non è ancora iniziato e potrebbe finire con un maxiemendamento del governo tra martedì e mercoledì. Il dialogo continua, fa sapere Bruxelles, ma i tecnici che sono a lavoro faticano a trovare gli spazi per mettere in campo misure sufficienti a garantire i desiderata europei: la revisione del deficit nominale al 2,04 non basta, anche perché non incide a sufficienza su quello strutturale.

Il braccio di ferro tra Di Maio e Salvini

Salvini, si racconta in ambienti della maggioranza, non è disposto a concedere altri aggiustamenti a quota 100 perché rispetto alle stime iniziali si contano già due miliardi di risparmi nel 2019 e, inoltre, il vicepremier leghista non è disposto a caricarsi un peso superiore a quello dell'alleato per fra quadrare i conti con l'Europa. Ma anche Di Maio non vuole cedere sul reddito di cittadinanza e, si evidenzia in ambienti cinquestelle, da sempre è la riforma della Legge Fornero a essere sotto i riflettori della commissione europea, convinta che la messa in discussione del sistema previdenziale rappresenti une elemento di debolezza per il futuro del Paese. 

Reddito di cittadinanza costerà 7,1 miliardi

Il reddito di cittadinanza costerà circa 6,1 miliardi di euro, ai quali si aggiunge un miliardo destinato alla riforma dei centri per l'impiego. Lo spiegano fonti di Palazzo Chigi ribadendo che la misura, rispetto all'impostazione iniziale, resta invariata nei tempi e nella platea. La riduzione dei costi, si spiega, è dovuta al fatto che si partirà da fine marzo: i 9 miliardi iniziali erano previsti per il costo della misura per 12 mesi. Inoltre, sulla base delle relazioni tecniche si prevede che il 90% degli aventi diritto - e non tutti, quindi - faccia richiesta del reddito. La platea di coloro che ne hanno diritto è di oltre 5 milioni di persone e la misura funzionerà a integrazione del reddito familiare. Questo significa che chiunque viva con meno di 780 euro, e non abbia un patrimonio immobiliare superiore a un certo valore (esclusa la prima casa), né una ricchezza finanziaria accumulata, avrà un'integrazione a 780 euro al mese per 5 anni. Nel dettaglio, i beneficiari del reddito di cittadinanza potranno avere un'integrazione fino a 9.360 euro all'anno.

Lo scontro con Giorgetti

A far salire la tensione ieri erano state anche alcune dichiarazioni del sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, che aveva difeso quota 100 sulle pensioni e allo stesso tempo attaccato la misura che prevede il reddito di cittadinanza. Parole alle quali Di Maio aveva seccamente replicato: "Io il contratto l'ho firmato con Salvini e nel contratto c'è il reddito di cittadinanza". E Salvini aveva rassicurato: "Quello che c'è nel contratto io lo rispetto".

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