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Manovra, scontro Lega-M5s. Di Maio: ho firmato il contratto con Salvini, non con Giorgetti

Politica
Il ministro Giovanni Tria, il premier Giuseppe Conte e i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini (archivio LaPresse)

Il premier e il ministro Tria impegnati nei negoziati. Di Maio: "Accordo solo se promesse vengono mantenute". Giorgetti (Lega): "Se non si può realizzare contratto si torni al voto". Il ministro dell'Interno: "Andiamo avanti per difendere diritto al lavoro e pensione"

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"Io il contratto l'ho firmato con Salvini e nel contratto c'è il reddito di cittadinanza, ci sono le pensioni minime più alte, gli aiuti ai lavoratori, abbiamo limitato i contratti precari: noi dobbiamo andare avanti in questa direzione perché se ricostituiamo lo Stato sociale aiutiamo le persone in difficoltà riparte la domanda interna e ne gioverà tutta l'economia". Così Luigi Di Maio a chi gli chiede di commentare le posizioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti. Ieri il sottosegretario leghista aveva difeso quota 100 sulle pensioni e allo stesso tempo attaccato la misura che prevede il reddito di cittadinanza. Sulla tensione fra Lega e M5s Matteo Salvini interviene con un post su Facebook: "Leggo qualche giornale e sorrido: ma quanto dà fastidio alla vecchia politica e ai vecchi potenti che ci sia un governo nuovo, che finalmente si interessa degli Italiani e non dei poteri forti? Ci vorrebbero mandare a casa domani mattina, ma rimarranno delusi. Noi andiamo avanti per difendere diritto al lavoro e alla pensione, alla sicurezza e alla salute: col sostegno del Popolo, nulla è impossibile". A scatenare polemiche all'interno della maggioranza anche l'ecotassa, dopo che la Lega ha presentato un emendamento per cancellarla, mentre il M5s ritiene “il bonus per le auto elettriche imprescindibile”. Intanto sono ore decisive nella trattativa Italia-Ue sulla manovra. “Rispetteremo le regole Ue e i cittadini italiani”, ha detto il premier Giuseppe Conte. Rassicura la base del M5s Di Maio: "Accordo ci sarà se promesse mantenute".

Di Maio: "Accordo con Ue solo se manteniamo promesse"

Nel corso di un comizio a Lanciano, Di Maio ribadisce la sua posizione nei confronti della trattativa con la Commissione europea: "In queste ore a Bruxelles Conte sta cercando di portare a casa questa legge di bilancio: molti mi hanno scritto 'c'è il rischio che poi perdiamo quota 100, il reddito di cittadinanza, le pensioni minime, gli aiuti alle imprese?'. Ve lo voglio dire qui e voglio sgomberare il campo da qualsiasi dubbio: se ci sarà un accordo con l'Ue in queste ore ci sarà per mantenere le promesse, non per tradire le promesse altrimenti per me l'accordo non si fa'', spiega. Quindi annuncia le misure future: ''L'anno prossimo arriverà qualche sorpresa: anche noi faremo le riforme costituzionali. Taglieremmo 345 parlamentari dal plenum Camera e Senato, poi se vorranno andare al referendum andremo anche al referendum''.

Il braccio di ferro Lega-M5s sui tagli

La corda, nei rapporti tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini, è tesa al massimo. Perché al tavolo di Bruxelles vanno sacrificati ancora oltre 5 miliardi: lo 0,3% di Pil. E fino all'ultimo minuto utile nessuno dei due vicepremier mollerà sulle rispettive misure di bandiera. E' qui che si è incagliato il negoziato di Giuseppe Conte e Giovanni Tria a Bruxelles: i due tornano a Roma per incassare il mandato a tagliare fino al 2,04% che nel dettaglio delle misure ancora non hanno. Ma evitare la procedura d'infrazione, è innanzitutto interesse di M5s e Lega, perché le sanzioni minerebbero alle fondamenta il governo: è questo il messaggio che Conte ha inviato a Roma al termine della due giorni a Bruxelles. La Lega, che ha il vento in poppa dei sondaggi, fa la voce grossa per convincere il M5s a tagliare di più sul reddito. "Non è possibile - è il ragionamento che si fa nella Lega, tagliare 70 sulle pensioni e 30 sul reddito: il taglio deve essere alla pari". Ma Di Maio fa orecchie da mercante: lui oltre, fa sapere, non si può spingere. E nel M5s c'è chi scommette che alla fine Salvini cederà.

Ballano 5 miliardi

Al momento dalle pensioni sarebbero stati ricavati poco più di 2 miliardi di risparmi e 1,2 dal reddito di cittadinanza. Ma da Bruxelles sarebbe emersa la necessità di trovare ancora oltre cinque miliardi, a partire proprio da quelle misure. Conte e Tria vorrebbero scontare, come spese fuori patto di stabilità, gli interventi contro il dissesto e per la riforma del processo civile. Ma non basta alla Commissione, che vuole interventi strutturali sul deficit. Chi a Roma media, sta proponendo ai leader di M5s e Lega di sobbarcarsi in parte uguale ulteriori tagli sulle misure.