Napoli, Conte incontra giornalisti: “Mai messa in discussione la libertà di stampa”

Politica

Il premier, ospite di un evento, ha dialogato con tre cronisti minacciati dalla criminalità organizzata: “Sostegno a chi rischia la vita. Il potere va sempre pungolato”. Poi promette una legge sul conflitto di interessi: “Ci affretteremo”

"La libertà di stampa è un pilastro fondamentale della democrazia, nessuno può pensare sia stata mai messa in discussione. Non è mai stato all'ordine del giorno". Il premier Giuseppe Conte, a Napoli per un incontro in cui ha dialogato con tre cronisti minacciati dalle mafie, ha speso parole in difesa della professione giornalistica, dopo gli attriti delle scorse settimane tra esponenti del M5s e cronisti in seguito all’assoluzione di Virginia Raggi nel processo nomine a Roma. "A volte può succedere che dopo giorni di attacchi uno possa avere una reazione che comunque non va giustificata, ma non per questo dovete pensare che si può mettere in discussione un principio fondamentale dell'ordinamento civile”, ha spiegato il premier.

Conte: sostegno a giornalisti che rischiano vita

Conte a Palazzo Reale ha interpretato l'inedito ruolo di intervistatore, facendo le domande ai giornalisti e scherzando su quanto ha imparato "in questi primi mesi in cui, io che non ci ero abituato, sono stato al centro dell'attenzione dei mass media”. Il premier ha dialogato con tre giornalisti campani minacciati dalla criminalità organizzata: Nello Trocchia, Sandro Ruotolo e Salvatore Minieri. "Incontro i giornalisti perché sono delle persone che con le loro inchieste rischiano la vita tutti i giorni e io credo che sia giusto che abbiano il sostegno delle istituzioni”, ha detto. Conte spiegando che è stato fatto “un brindisi alla libertà di informare e al diritto di essere informati" (MATTARELLA DIFENDE LA LIBERTA' DI STAMPA).

Conte: potere va sempre pungolato

"Il potere va sempre pungolato, infastiditeci", ha detto il premier che ha parlato anche del suo rapporto coi social: "Capisco che con i social vi sentiate messi in discussione. Ma oggi è impensabile una politica senza social. Se mi fossi affidato solo ai giornali non mi sarei sentito rappresentato e descritto. Non ero su nessun social prima di diventare premier. Oggi su Facebook trovate quello che faccio, ma questo non riduce I vostri spazi. Anzi - ha concluso - forse è uno stimolo a fare meglio il vostro mestiere".

“Legge su conflitto interessi? Ci affretteremo”

Quando il giornalista Sandro Ruotolo l’ha sollecitato a fare una legge sul conflitto d'interesse al posto delle liste sui giornalisti buoni e cattivi, Conte ha replicato: "L'elenco è stato fatto dal Guatemala (in riferimento all’elenco di Alessandro Di Battista ndr.) e non da un membro del governo. Quanto alla legge sul conflitto d'interessi siamo già impegnati a farla, ci affretteremo".

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