Milleproroghe, via libera della Camera: dl ora va in Senato

Politica
L'Aula della Camera il 14 settembre 2018 (Ansa)
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Il decreto è stato approvato con 285 sì, 106 no e quattro astenuti. Ora torna a Palazzo Madama che ne ha già calendarizzato l'esame. Anche in questo caso, visti i tempi stretti, il governo potrebbe ricorrere alla fiducia. Ostruzionismo del Pd

L'Aula della Camera ha approvato con 285 sì, 106 no e quattro astenuti il decreto Milleproroghe (COSA PREVEDE). Il testo, su cui il governo ha già incassato a Montecitorio la sua prima fiducia, ora torna al Senato, che ne ha già calendarizzato l'esame per il prossimo 16 settembre. Vista la ristrettezza dei tempi è probabile che anche a Palazzo Madama il governo ricorra alla questione di fiducia.

La seduta fiume nella notte e l'ostruzionismo del Pd

Sul testo si è consumata a Montecitorio una dura battaglia ostruzionistica condotta dal Partito democratico. Dopo il voto di fiducia del 13 settembre, fino all'alba l'Aula della Camera è stata teatro di una lunga e ininterrotta maratona oratoria a cui hanno preso parte tutti i deputati del Pd. Un atteggiamento da cui si è, invece, dissociata Forza Italia, che non ha partecipato alla votazione finale: il partito di Berlusconi non ha condiviso la battaglia ostruzionistica sul testo che è stata invece fortemente voluta dai dem, dopo che il governo aveva posto la questione di fiducia. I big democratici si sono esposti in prima persona, con il segretario Maurizio Martina in Aula per parecchie ore vicino all'ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Le critiche dei dem al decreto

Nelle centinaia di interventi sugli ordini del giorno e, poi, in dichiarazione di voto finale, i deputati del Partito democratico hanno puntato il dito sui due punti che più contestano del provvedimento (COS'È E COME FUNZIONA IL DECRETO MILLEPROROGHE): il taglio di 1,6 miliardi ai fondi per le periferie e la previsione della autocertificazione per i vaccini nelle scuole. "A chi dice 'manca l'opposizione' chiedo di guardare le immagini di Montecitorio stanotte. I nostri deputati, da soli, in aula, a lottare contro la legge  vergognosa sui vaccini. Grazie ragazzi!", twitta Matteo Renzi. Intanto un grazie ai deputati del Pd è arrivato dallo stesso Maurizio Martina: Sono stati "giorno e notte per cercare di impedire che il governo calpesti il diritto alla salute dei bambini e lo scippo ai quartieri popolari tagliando le risorse del bando periferie", ha detto il segretario. 

L'Iter del Milleproroghe

Dai vaccini allo slittamento della riforma del credito cooperativo e di quella delle intercettazioni telefoniche, sono tanti i temi affrontati dal decreto Milleproroghe 2018, a cui ne dovrebbe seguire un altro a fine anno. Dopo le diverse modifiche approvate tra Commissioni e Aula del Senato, e l’ok ottenuto a Palazzo Madama, alla Camera il governo ha posto la fiducia sul provvedimento. L'Aula, il 13 settembre, aveva quindi dato il via libera con 329 voti a favore, 220 contrari e quattro astenuti. Ma la decisione di porre la fiducia aveva scatenato proprio le polemiche dell’opposizione.

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