Mattarella all'Ue: "Governi siano costruttivi o rischiano irrilevanza"

Politica
Foto d'archivio LaPresse
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Il presidente della Repubblica nel suo suo telegramma al Forum Ambrosetti di Cernobbio parla di "antistoriche spinte dissociative" nell'Unione. E spiega: serve una "casa comune" per contrastarle. Fondamentale l'appuntamento delle europee 2019

"Una casa comune, solida e ben gestita costituisce il più efficace antidoto contro antistoriche spinte dissociative". Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo telegramma al Forum Ambrosetti di Cernobbio dedicato all'Unione Europea. Per Mattarella, i governi devono "contribuire con atteggiamenti e proposte costruttive a garantire il miglior funzionamento dell'Unione aggiornandone le priorità". Perché solo un’Europa all’altezza delle sfide "è la soluzione adeguata per evitare ai singoli Paesi di scivolare nell’irrilevanza".

Mattarella, elezioni europee: scelte fondamentali su bilancio

Il capo dello Stato ha poi ricordato anche l'appuntamento elettorale che attende Bruxelles nel 2019, quando si terranno le elezioni europee. La tornata elettorale del prossimo anno sarà il "massimo momento di espressione della sovranità dei popoli dell'Unione". Per questo Mattarella ha sottolineato: "Dobbiamo compiere scelte fondamentali su politiche e istituzioni, dal bilancio comune alla governance economica dell'area euro". Ma c’è bisogno a livello europeo anche "di regole che sappiano affrontare in modo adeguato la questione migratoria". Per Mattarella occorre "rendere attuali" i "valori costitutivi" dell'Unione europea e "declinarli in iniziative concrete per rispondere tempestivamente alle aspettative dei cittadini". Questo "richiede un coerente sforzo e concorso collettivi, che sappia durevolmente legittimare la ragion d'essere profonda dell'appartenenza all'Unione, che va ben oltre la semplice partita del dare/avere".

"Istituzioni nazionali e Ue collaborino"

Sempre nel quadro europeo, il presidente della Repubblica ha poi sottolineato come sia necessario che le istituzioni europee e nazionali lavorino insieme, "per rispondere alle esigenze dei cittadini e soggetti economici e sociali". Vanno garantiti "libertà in un mondo aperto e allo stesso tempo coesione e solidarietà" che sono "presupposti per proseguire il cammino di pace, democrazia e sviluppo assicurato dall'integrazione del continente in questi sessant'anni, estendendolo, auspicabilmente, oltre i suoi confini". 

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