Salvini: procuratore che mi ha indagato parlava di rischio terrorismo

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Il ministro dell'interno, sottoposto a indagini dalla procura di Agrigento, scrive su Twitter: "Forse ha cambiato idea?" Di Maio assicura "pieno rispetto" per i pm e l'inchiesta. Berlusconi esprime vicinanza al leader della Lega

"Qualche mese fa il procuratore di Agrigento (quello che mi sta indagando) diceva: 'Il rischio di terroristi a bordo dei barconi e' alto'. Ha cambiato idea? Per me il problema rimane lo stesso anche oggi". Lo scrive il Ministro degli Interni, Matteo Salvini, su twitter, riferendosi al Procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, che lo ha indagato insieme al suo capogabinetto sul caso della nave Diciotti. A fianco del ministro dell'Interno si sono schierati Luigi Di Maio e Silvio Berlusconi. Il Partito Democratico, invece, incalza il M5s e, con Matteo Renzi, parla di “doppia morale” da parte dei pentastellati.

Le indagini della procura di Agrigento

È questo lo scenario dopo la notizia che il ministro dell'Interno è indagato dalla procura di Agrigento per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta sul caso Diciotti. Stessi reati contestati al suo capo di gabinetto, il prefetto Matteo Piantedosi. I Pm del capoluogo siciliano dovrebbero trasmettere il fascicolo d'inchiesta alla procura di Palermo, mercoledì 29 agosto, che dovrà poi "girare" gli atti al tribunale dei ministri che è competente visto il coinvolgimento di un membro dell'esecutivo.

Di Maio: Salvini vada avanti

Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Di Maio, pur rispettando il lavoro dei magistrati, ha invitato Salvini ad andare avanti perché, dice in un'intervista a Sky Tg24, non ha violato il codice etico del contratto dei Cinque stelle. Il Governo, per Di Maio, si assume la responsabilità politica delle scelte fatte sul caso della nave Diciotti ma c'è "pieno rispetto" per l'azione della magistratura per cui non dobbiamo "attaccare" i pm che indagano. Di Maio ha poi spiegato: "Il ministro Salvini è indagato e credo che sia un atto dovuto in quanto ministro dell'Interno. Come ci si comporta in questi casi? C'è il codice etico dei ministri nel nostro contratto, secondo cui (..) deve continuare a fare il ministro. È nostro dovere attuare il programma elettorale ma è anche diritto-dovere della magistratura portare avanti i procedimenti giudiziari". "Quindi - ha aggiunto - pieno rispetto per la magistratura e non facciamo ripiombare questo Paese negli scontri tra procure, pm e politica".

Berlusconi: “Vicinanza a Salvini”

Al fianco di Salvini si schiera anche Silvio Berlusconi. “Esprimo la mia vicinanza a Matteo Salvini la cui assurda ed inconsistente vicenda giudiziaria, non potrà che avere un esito a Lui favorevole. Ancora una volta l'autorità giudiziaria è intervenuta su una vicenda esclusivamente politica su cui non dovrebbe minimamente interferire", afferma l’ex Cavaliere in una nota.

Pd attacca: dal M5s una #DoppiaMorale

Il Partito Democratico, intanto, attacca il M5s. Il segretario, Maurizio Martina, su Twitter, parla di "impressionante servilismo di Di Maio a Salvini. Persa qualsiasi coerenza pur di difendere il potere per il potere", scrive. Duro anche Matteo Renzi che, sempre su Twitter, afferma: "Non chiediamo a Di Maio di far dimettere #Salvini "in 5 minuti". No! Noi diciamo solo a Di Maio che la sua #DoppiaMorale è una vergogna civile. E che manganellare via web gli avversari quando fa comodo non è politica, ma barbarie. Parlavano di onestà, dovrebbero scoprire la civiltà", dice facendo riferimento a quando il capo politico del M5s, nel 2016, chiese le dimissioni “in 5 minuti” dell’ex ministro Alfano perché indagato per presunte irregolarità nel trasferimento ad Isernia del prefetto di Enna. L'inchiesta nei suoi confronti venne poi archiviata. Dello stesso tono i commenti alla notizia di altri esponenti dem. "E adesso che cosa fa Luigi Di Maio? Chiede le dimissioni di Salvini in '5 minuti'? O stabilisce il principio che un indagato del Pd è da crocifiggere, mentre uno del M5S o della Lega è da difendere?", dice su Facebook anche il capogruppo al Senato, Andrea Marcucci. Infine, il deputato Walter Verini, responsabile Giustizia del Pd chiama in causa il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e lo invita a dire “una parola a difesa della autonomia e della indipendenza della magistratura”.

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