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Crollo ponte, revoca concessione Atlantia: Lega frena, M5S tira dritto

4' di lettura

A tre giorni dalla tragedia, mentre si cercano ancora i dispersi, la politica si scontra sul tema della revoca delle concessioni alla società Autostrade. Tensioni nell'esecutivo. Di Maio: chi non la vuole "dovrà passare sul mio cadavere"

Tre giorni dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova costato la vita a 38 persone, è scontro totale tra il governo e Autostrade dopo la minaccia dell'esecutivo di stracciare la concessione in capo alla controllata dalla famiglia Benetton. Ma nella maggioranza le posizioni sembrano divergere: La Lega ammorbidisce la minaccia della revoca, il M5s invece tira dritto senza fare sconti  (FOTO - VIDEO - LE VITTIME).

Le tensioni nel Governo

L'altolà del governo ha causato pesantissime perdite in Borsa al titolo Atlantia, che ieri in un solo giorno ha bruciato 4,2 miliardi di capitalizzazione trascinando giù tutti i titoli del comparto. La tensione è alle stelle: la società rivendica il suo operato e nel tentativo di difendere il titolo ricorda che anche in caso di revoca le spetterebbe comunque "il riconoscimento del valore residuo della concessione". E quello che sembrava un braccio di ferro si trasforma così in una sfida all'ultimo sangue. Prima da parte dei viceministri Luigi Di Maio e Matteo Salvini contro Autostrade, poi tra i due stessi leader politici con il leader della Lega che frena sulla revoca auspicando l'arrivo di risorse da parte della concessionaria per fare fronte all'emergenza e il capo politico del M5s che avverte: "La posizione del Governo è che chi non vuole revocare le concessioni ad Autostrade deve passare sul mio cadavere. C'è un volontà politica chiara è anche Salvini è d'accordo" (COME FUNZIONA IL SISTEMA DELLE CONCESSIONI).

Lo scontro con l'opposizione

La divaricazione nella maggioranza matura nel corso di una giornata, quella di giovedì, tutta puntata a stigmatizzare il comportamento di Autostrade di fronte alla tragedia di Genova. "Facce di bronzo, parlano di affari con i morti ancora da riconoscere" attacca Matteo Salvini. "Sono vergognosi, pensano ancora ai profitti e alla Borsa" si indigna anche il vicepremier Luigi Di Maio che accusa anche il Pd per aver, sostiene, prolungato "di notte" la concessione ad Autostrade: "A me la campagna non l'ha pagata Benetton e sono libero di rescindere questi contratti" attacca. E cosi' mentre ancora si contano le vittime del tragico crollo, infuria la bagarre politica. Il Pd reagisce. Matteo Renzi replica: "Chi dice che il mio Governo ha preso i soldi da Benetton è tecnicamente parlando un bugiardo. Se lo dice per motivi politici è uno sciacallo". Il deputato Anzaldi evoca per i 5 Stelle il reato di aggiotaggio e scova una vecchia consulenza ad Aiscat di Giuseppe Conte che sarebbe stato anche legale di un'altra concessionaria, la A4. Di Maio rintuzza con Renzi: "la sua parola vale zero". Il segretario Pd Maurizio Martina e l'ex ministro Graziano Delrio annunciano querele mentre altri esponenti citano un documento pubblicato da Enrico Mentana secondo cui nel 2016 la Lega avrebbe ricevuto un finanziamento da Autostrade spa Roma di 150mila euro.

La revoca non è esclusa

Intanto mentre Forza Italia chiede di istituire una commissione di inchiesta sullo stato delle infrastrutture in Italia Matteo Salvini sembra voler arrivare a più miti consigli e chiede ad Autostrade di mettere "mano al cuore e al portafoglio". L'obiettivo sarebbe di ottenere, nell'immediato, "fondi e interventi a sostegno dei parenti delle vittime, dei feriti, dei 600 sfollati e della Comunità di Genova tutta, anche in termini di esenzione dai pedaggi. Di tutto il resto parleremo soltanto dopo" assicura. Sembra il prodromo di una possibile riapertura al dialogo che farebbe il paio con le parole scritte nero su bianco sul blog del M5s dove si parla di ricorso alla revoca della concessione "qualora ce ne siano le condizioni". Insomma, secondo fonti di governo, la revoca allo stato "non è affatto esclusa" ma potrebbe essere l'esito di un procedimento più lungo. A conferma che la revoca della concessione non è nell'immediato all'ordine del giorno, il ministero delle Infrastrutture ha costituito una Commissione ispettiva e suoi esperti già domani saranno sul luogo del crollo per i primi accertamenti (IN 60 SECONDI COSA COMPORTA LA REVOCA).

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