Legittima difesa: cosa prevede la legge e quali le possibili modifiche

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Otto ddl sono attualmente in discussione al Senato. Tra le principali novità proposte dai partiti di centrodestra c'è l'eliminazione del principio di proporzionalità tra offesa e reazione 

La legittima difesa è uno dei temi che continuano a infiammare il dibattito politico. Attualmente otto disegni di legge di riforma, presentati da Lega (di cui uno su iniziativa popolare), Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pd, sono in discussione in Commissione giustizia del Senato dallo scorso 18 luglio. L'esame in Commissione dovrà essere concluso entro tre mesi, quindi a metà ottobre. 

Cosa prevede la legge oggi

L’articolo 52 del codice penale italiano stabilisce che “Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa”. Nel 2006, alla norma è stato aggiunto un secondo comma che regola i casi in cui si utilizzi un’arma legittimamente detenuta nel corso di una violazione di domicilio o di altra proprietà (luoghi dove venga esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale) e prevede, anche qui, una “rapporto di proporzione”. Per essere applicata, infatti, la legittima difesa deve essere “necessaria” e “proporzionata” all’offesa, come rimarcato anche dalla Corte di Cassazione in più occasioni. Se si violano questi principi, si cade nell’articolo 55, cioè l’eccesso colposo.

Come potrebbe cambiare: la proposta della Lega

Cinque Ddl (numeri 5, 199, 253, 392 e 652) presentati attualmente in Senato dalle forze di centrodestra, con varie declinazioni, mirano all’ampliamento della legittima difesa, in particolare quella domestica. Due testi (il 392 a firma Forza Italia e il 652 della Lega, presentato lo scorso luglio) intervengono sull'articolo 55 che riguarda l'esclusione della punibilità per eccesso colposo, nonché sulla parte del codice penale che riguarda il furto in abitazione e il furto con strappo. Quello della Lega, in particolare, punta a inasprire le pene ed escludere i benefici penitenziari per furti e scippi e a riconoscere la difesa sempre come legittima (“presunzione di legittima difesa”) eliminando il principio di proporzionalità tra offesa e difesa richiesto ora dall'art. 52. In sostanza: licenza di sparare a chiunque si introduca in un'abitazione privata (solo nel caso in cui si sia in possesso del porto d’armi).

Le proposte di FI e FdI

Anche il testo di iniziativa popolare (il numero 5, presentato il 23 marzo 2018), quello di FdI (nr 199, 29 marzo 2018) e uno di quelli di FI (nr 253, 11 aprile 2018), chiedono di modificare l'articolo 52 del codice penale introducendo modifiche e integrazioni alla possibilità di difesa da aggressioni violente. La proposta di FdI, in particolare, allarga ai luoghi adiacenti a quelli sotto tutela il riconoscimento della legittima difesa e stabilisce che nei casi in cui l’aggressione provoca uno “stato di particolare paura e agitazione nella persona offesa” (soprattutto se avviene di notte) la difesa è sempre legittima. Una posizione simile a quella presentata nella proposta di FI, secondo cui non è punibile chi abbia agito in “situazione di concitazione o di paura”. In più, il ddl prevede che l’offesa subita sia valutata in base a come viene “percepita dall’aggredito”.

Gli altri Paesi e la percezione in Italia

In altri Paesi la legittima difesa funziona in maniera differente rispetto all’Italia. Ad esempio: in Germania lo stato di paura di chi agisce costituisce un’attenuante. Negli Stati Uniti il diritto a possedere armi è inviolabile, in Gran Bretagna una norma del 2013 ha stabilito che un uso anche non proporzionato della forza è legittimo nel caso della difesa del proprio luogo di residenza dall’intrusione non autorizzata di terzi (non invocabile nel caso di aggressore in fuga). In Italia, dove si attendono gli sviluppi normativi, nonostante una diminuzione del 10,2% di denunce di reato nel 2017, è in aumento il senso di paura tra i cittadini. Stando al primo rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia realizzato dal Censis con Federsicurezza, iI 31,9% delle famiglie italiane percepisce il rischio di criminalità nella zona in cui vive. Come probabile conseguenza, il 39% degli italiani è favorevole all’introduzione di criteri meno rigidi per il possesso di un’arma da fuoco per la difesa personale. In aumento rispetto al 26% del 2015.

Data ultima modifica 15 settembre 2018 ore 18:33

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