Comunali 2018, 75 città al ballottaggio: seggi aperti fino alle 23

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Secondo turno anche per i candidati di 14 capoluoghi dove il centrodestra è in vantaggio 9 a 4 sul centrosinistra. Cinquestelle avanti a Ragusa. LO SPECIALE ELEZIONI - LA DIRETTA

Seggi aperti in 75 comuni italiani e nel III municipio di Roma per i ballottaggi delle elezioni comunali. Tornano alle urne 2 milioni e 793mila elettori. Sono 14 i capoluoghi di provincia interessati dalla consultazione.

LA DIRETTA

Dopo il primo turno di domenica 10 giugno il centrodestra è in vantaggio in 29 città, il centrosinistra in 20, mentre i candidati del Movimento 5 Stelle concorrono ancora per gli scranni di Ragusa, Avellino e Terni. In competizione ci sono inoltre diversi candidati associati a liste civiche.

I capoluoghi dove è in vantaggio il centrodestra

Occhi puntati soprattutto sui capoluoghi di provincia, con 14 comuni in lizza: il centrodestra è avanti in 9 casi mentre il centrosinistra in 4. A Sondrio il centrodestra è avanti con Marco Scaramellini (46,8% al primo turno) che affronta il candidato del centrosinistra Nicola Giugni (36,1%). Centrodestra avanti anche in altri 7 capoluoghi: Teramo, con Giandonato Morra al 34,6% contro Gianguido D'Alberto al 21,1%; Terni con il leghista Leonardo Latini al 49,2% contro il pentastellato Thomas De Luca al 25%. A Pisa è avanti Michele Conti (33,%) che dovrà affrontare Andrea Serfogli al 32,3%; a Viterbo, Giovanni Maria è nettamente in vantaggio (40,2%) contro la concorrente civica Chiara Frontini, ferma al 17,6%; ampio vantaggio anche a Brindisi dove Roberto Cavalera affronterà il secondo turno forte di un 34,7% contro Riccardo Rossi del centrosinistra fermo al 23,5%. A Siracusa è in vantaggio Paolo Reale con il 37,3% contro Francesco Italia (19,4%). Anche a Messina centrodestra avanti con Dino Bramanti che, momentaneamente, viaggia sul 28,2% delle preferenze contro il 19,8% di Cateno De Luca.

I capoluoghi dove è in vantaggio il centrosinistra

Sono invece quattro i capoluoghi dove il centrosinistra si presenterà al ballottaggio forte di un vantaggio al primo turno. Ad Ancona, Valeria Marcinelli (48%) affronta Stefano Tombolini (28,4%); Massa ospita la sfida fra Alessandro Volpi (33,9%) e Francesco Persiani (28,2%); A Siena la sfida è tra Bruno Valentini (27,4%) e Luigi De Mossi (24,2%); infine Avellino con Nello Pizza (42,9%) in netto vantaggio su Vincenzo Ciampi del M5S con il 20,2%. C'è infine il caso di Imperia dove l'ex ministro dell'Interno Claudio Scajola (35,3% al primo turno) ha scelto il una lista civica per sfidare il candidato del centrodestra unito, nonché suo ex delfino Luca Lanteri (28,7%). I pentastellati sono in vantaggio solamente a Ragusa dove lo scorso 10 giugno Antonio Tringali ha ottenuto il 22,7% contro il 20,8% di Giuseppe Cassì del centrodestra.

I capoluoghi già assegnati

Hanno già un primo cittadino 6 dei capoluoghi dove si è votato lo scorso 10 giugno. Due sono andati al centrosinistra. Si tratta di Brescia, dove si è riconfermato il sindaco uscente Emilio Del Bono con il 53,9% e Trapani con Giacolo Tranchidia che ha stravinto con il 70,7%. Al centrodestra sono invece andati Catania, Barletta, Vicenza e Treviso. Nella città siciliana, Salvo Pogliese ha strappato la città al sindaco uscente Enzo Bianco: l'ex ministro dell'Interno, già sindaco della città dal '93 al 2000, non è riuscito a ripetersi per la quarta volta. A Barletta il sindaco di centrosinistra uscente, Pasquale Cascella, ha rinunciato alla ricandidatura per il secondo mandato, lasciando il campo a Mino Cannito che ha vinto con il 53,11% dei voti. Vicenza ha scelto il candidato del centrodestra Francesco Rucco con il 50,6%, mentre a Treviso Mario Conte, trainato dalla lista Zaia-Gentili, ha spodestato con il 54,4% dei voti il democratico Giovanni Manildo.

Data ultima modifica 24 giugno 2018 ore 07:00

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