Regionali Valle d'Aosta: exploit Lega, Fi e Pd fuori dal Consiglio

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L'Union Valdotaine rimane la prima forza con il 19%, in forte arretramento dal 2013 quando aveva ottenuto il 33,4%. Il Movimento 5 stelle ottiene 4 seggi con il 10,44%. (SPECIALE REGIONALI)

Exploit della Lega in Valle d'Aosta, dove ieri si è votato per le Regionali. Il Carroccio con il 17% conquista 7 seggi su 35 e torna in Consiglio regionale dopo 20 anni di assenza. Il Pd, che era in maggioranza, si ferma al 5,4% e rimane fuori dall'assemblea non avendo raggiunto la soglia di sbarramento. Stessa sorte per il centro-destra (Forza Italia e Fratelli d'Italia). L'Union Valdotaine rimane la prima forza con il 19%, in forte arretramento dal 2013 quando aveva ottenuto il 33,4%. Il Movimento 5 stelle ottiene 4 seggi con il 10,44%. (SPECIALE REGIONALI)

L'affluenza

La percentuale definitiva relativa all'affluenza alle urne registra un calo rispetto al 2013: domenica 20 maggio è andato alle urne il 65,12% degli aventi diritto, pari a con 67mila 146 votanti su 103 mila 117 aventi diritto. Cinque anni fa, invece, aveva votato il 73,03%. A Valgrisenche la percentuale più alta di voto, pari al 82,53%, a Courmayeur, invece, l'affluenza minore, pari al 54,26%.

Scrutinio

Lo spoglio si è svolto in via sperimentale e provvisoria, attraverso un sistema centralizzato come prevede la legge regionale del 16 ottobre scorso, che ha istituito quattro poli di scrutinio nei comuni di Saint Pierre, Fenis, Verres ed Aosta, dove è stato effettuato lo spoglio delle schede votate nelle sezioni elettorali di riferimento.

Test nazionale

La campagna elettorale è stata contrassegnata anche dalle inchieste giudiziarie, che hanno coinvolto esponenti di punta della politica della Regione, a cominciare dall'ex presidente della Regione Augusto Rollandin, esponente di punta dell'Union Valdotaine. Il risultato delle urne dunque è anche un test importante sulla tenuta dei partiti autonomisti rispetto alla crescita di partiti come Lega e M5s, attestati alle ultime politiche, rispettivamente al 17,4% e al 24,1% (LO SPECIALE). E che il voto della Val D'Aosta sia diventato un test di interesse nazionale lo testimonia anche il fatto che i big politici sono tutti accorsi negli ultimi giorni a chiudere la campagna elettorale: da Matteo Salvini a Maurizio Martina, da Silvio Berlusconi a Luigi Di Maio.

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