Verso il governo M5S-Lega: il totonomi per premier e ministri

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Luigi Di Maio e Matteo Salvini sarebbero vicini a un’intesa per il nuovo esecutivo. Da Carlo Cottarelli a Enrico Giovannini, da Giancarlo Giorgetti a Giulia Bongiorno ecco la squadra che hanno in mente

L'ulteriore richiesta di tempo pareva inevitabile e infatti è arrivata, 24 ore per chiudere un accordo parevano davvero poche dopo 2 mesi di infruttuosi tira e molla fra gli stessi protagonisti, cioè Salvini e Di Maio, che avevano fatto balenare perfino l'ipotesi -  da loro stessi rilanciata - di nuove elezioni a giugno o luglio. Quindi il leader dei 5 Stelle e quello della Lega hanno chiesto al capo dello Stato di aspettare fino a domenica 13, e lunedì probabilmente faranno sapere.

Ecco cosa e come pensano di fare per formare un governo e - soprattutto - qual è la squadra che hanno in mente.

Il totonomi per il premier

Nel frattempo, via col totonomi. Sul quale i due glissano ribadendo che quello che conta adesso è mettere a punto il contratto di governo, ma che invece resta il tema protagonista del vero braccio di ferro. Nodo tanto delicato, anzi, che si è perfino avanzata l'ipotesi di una staffetta fra Di Maio e Salvini a palazzo Chigi: metà legislatura per uno. Soluzione che però non sembra trovare davvero spazio.

Si parla quindi di un premier terzo, cioè né Di Maio né Salvini e neanche un membro riconducibile ai loro due partiti, e il nome al momento più quotato è quello di Enrico Giovannini, ex ministro del Lavoro nel  governo Letta, gradito al Quirinale e non sgradito ai due leader. Ma in cima alla lista c'è ancora anche Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review.

Se invece ci fosse lo spazio per un premier targato politicamente, ecco che avanza il nome di Giulia Bongiorno, avvocato, senatore, ex Pdl e ora Lega. Ma in pole position resta proprio Giancarlo Giorgetti, esponente leghista della prima ora fin dai tempi di Bossi, ora braccio destro di Salvini, ottimi rapporti sia con gli altri partiti che con le istituzioni. Anche quelle internazionali.

Perché questo è un altro nodo: le preoccupazioni di investitori e istituzioni estere, l'Ue in primis, viste le posizioni sempre espresse da Lega e M5S su temi come le politiche monetarie, quelle economiche e quelle sull'immigrazione.

E certamente il capo dello Stato non si limiterà ad avallare con la firma scelte che non avrà ponderato profondamente lui stesso, specie riguardo ai ministeri "di peso" come quelli dell'economia, degli esteri, dell'interno.

I possibili ministri

Intanto però i nomi girano, e sono questi:

- ESTERI:  se non sarà premier, Luigi Di Maio.

- INTERNI: se non sarà premier, Matteo Salvini.

- ECONOMIA: i leghisti Claudio Borghi, Armando Siri (uno degli ideologi della Flat Tax), Alberto Bagnai. E poi sempre lui, Giancarlo Giorgetti.

- SVILUPPO ECONOMICO: Lorenzo Fioramonti, M5S, teorico della decrescita felice e al centro poco tempo fa di accuse di antisionismo.

- GIUSTIZIA: per la Lega di nuovo Giulia Bongiorno oppure Nicola Molteni, presidente della Commissione speciale di Montecitorio. Per il M5S Alfonso Bonafede o Paola Giannetakis, già indicata prima delle elezioni in una ipotetica squadra di governo a 5 stelle.

- RAPPORTI COL PARLAMENTO: per questo dicastero il confronto a due sarebbe fra Danilo Toninelli per il M5S e Roberto Calderoli per la Lega.

Resta poi aperto il capitolo degli "altri". Di quelli cioè, come Berlusconi e Forza Italia, che hanno consentito nei fatti la partenza di questo tentativo e che è difficile pensare possano essere tenuti fuori dalle nomine di governo.

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