Gentiloni: “Non è tempo di cicale, i risultati non vanno dilapidati”

Politica

Il presidente del Consiglio, all'inaugurazione dell'anno accademico della Luiss, ha ricordato che “servono coraggio e fiducia”. Secondo il premier è necessario “non scardinare i pilastri del sistema pensionistico e fiscale” e “occuparsi di chi è rimasto indietro”

Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio, è intervenuto all'inaugurazione dell'anno accademico della Luiss. Nel suo discorso ha lanciato segnali di ottimismo sulla ripresa economica dell’Italia. “Attraversiamo una fase dove è più che mai necessario coraggio e fiducia. Fuori dalla più grande crisi dal dopoguerra, con una crescita stabile”, ha esordito il premier sottolineando che "non è il tempo delle cicale ma è il tempo della competenza, della serietà e dell'investimento sul futuro”. Secondo il primo ministro i conti pubblici "sono non in ordine ma molto in ordine”, la crescita è tornata ed è "stabile" e "dobbiamo partire dalla consapevolezza che questi risultati che sono costati sacrifici" alle famiglie e alle imprese "non possono essere dilapidati. Disperderli sarebbe assolutamente irresponsabile". 

“Non scardinare sistema pensioni e fisco”

Gentiloni ha detto che "non è il tempo di scardinare pilastri del nostro sistema pensionistico e fiscale. Quando si parla della prossima fase politica “guai a dimenticare che uno degli obiettivi deve essere passare dalla stabilizzazione e leggerissima" discesa del debito "a una fase di riduzione graduale, sostenibile e significativa del nostro debito pubblico. Deve essere uno degli obiettivi fondamentali del nostro Paese".

“Dobbiamo occuparci di chi è rimasto indietro”

"C'è una parte di Italia che corre e una parte che fatica ed è rimasta indietro e se non ci occupiamo anche di questa parte faremo molta fatica a progredire”, ha aggiunto Gentiloni alla Luiss. Il premier ha sottolineato che "dobbiamo lavorare non meno ma più di prima per contrastare povertà, promuovere l'inclusione per fornire occasioni di lavoro ai giovani. L'investimento sul capitale umano e sulle conoscenze è sempre più decisivo per il nostro futuro”. Il premier ha spiegato di essere fiducioso “perché l'Italia è da 70 anni fra i grandi Paesi europei il più coerente, il più stabile e i cui fondamentali sono fra i più riconoscibili da parte degli investitori e da parte internazionale. Siamo un Paese che merita fiducia".

Gentiloni: serve coraggio e fiducia 

Gentiloni ha ricordato che "abbiamo un buon livello di crescita, stabile", anche se "potremmo averlo migliore", "livelli occupazionali più alti da quando si fanno statistiche, anche se sappiamo che sull'occupazione femminile e giovanile c'è ancora molto da recuperare". In più "abbiamo ridotto il deficit", passato "dal 3 al 2%" e "abbiamo una situazione stabile di avanzo primario”. Ora "è il momento di investire in Italia e nel Mezzogiorno" perché "non ci sono mai state negli ultimi anni condizioni più favorevoli". Tra i capitoli da affrontare anche quello dei "livelli salariali, che non sono cresciuti abbastanza" e "le disuguaglianze", perché "la ripresa non si è accompagnata a una riduzione delle disuguaglianze, anzi in molti casi sono cresciute insieme alla crescita".

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