Referendum, tra preoccupazione ed entusiasmo: reazioni in Europa

Politica

La sconfitta nella consultazione popolare e le dimissioni di Renzi sollevano reazioni negative in Germania. Merkel si dice "dispiaciuta". Festeggiano invece l'Ukip di Nigel Farage e Podemos in Spagna

Preoccupazione in Germania, entusiasmo euroscettico in Gran Bretagna e Spagna, toni rassicuranti dall’Eurogruppo e dalla Bce. Fioccano le reazioni dopo la schiacciante vittoria del No al referendum costituzionale e all’annuncio di dimissioni da parte del presidente del Consiglio Matteo Renzi.

 

Timori in Germania, Merkel dispiaciuta - Angela Merkel "ha appreso con dispiacere" delle dimissioni di Renzi dopo la vittoria del 'no' al referendum costituzionale.

 

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Il vice cancelliere Sigmar ha definito "amaro" l'esito del referendum e ha invitato l’Italia a proseguire il percorso di riforme: "Solo i populisti beneficiano dell'immobilità" ha commentato. "Non c'è alcun motivo di temere una crisi dell'euro dopo il referendum italiano". Lo ha detto entrando all'Eurogruppo il Ministro delle finanze tedesco Wolfang Schaeuble. "La reazione dei mercati al referendum è stata tranquilla" ha aggiunto, pur dicendosi convinto che il nostro paese ha "urgente bisogno" di un governo funzionante.

 

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Toni rassicuranti dalla Ue - Secondo il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem l’esito del referendum "non cambia la situazione economica in Italia o nelle banche italiane: i problemi che abbiamo oggi sono quelli di ieri e bisogna occuparsene". Il Commissario Europeo per gli Affari Economici, Pierre Moscovici, afferma che l’Italia "è una  grande economia, un paese molto impegnato in Europa". Il referendum – aggiunge - "è una questione di politica interna italiana" che "non riguardava l'Europa,  la politica europea e il posto dell'Italia in Europa”.

 

Solidarietà dalla Francia - In Francia, il presidente François Hollande prende atto "con rispetto" dell'annuncio delle dimissioni di Renzi, al quale esprime "tutta la sua simpatia". “Non c'è alcun rischio sistemico particolare", commenta il ministro delle Finanze francese Michel Sapin, arrivando a  Bruxelles per la riunione dell'Eurogruppo.

 

Esultanza euroscettica - Grande entusiasmo tra le fila degli euroscettici, a cominciare dall’Ukip di Nigel Farage, secondo il quale il risultato del referendum "è una martellata per l'Euro e per l'establishment filo-Ue, che hanno dato agli italiani più povertà, più disoccupazione e meno sicurezza a causa dell'immigrazione di massa". Farage conclude auspicando “elezioni rapide in modo che gli Italiani possano avere l'opportunità di disfarsi del loro establishment filo-Ue". Si rallegra anche Podemos in Spagna: "occorre ora costruire l'Europa della gente" ha reagito su twitter il numero due Inigo Errejon.

 

<blockquote class="twitter-tweet" data-lang="en"><p lang="es" dir="ltr">Victoria contundente del NO a la reforma constitucional de Renzi, que dimite. Construir la Europa de los pueblos para salir del colapso:</p>&mdash; Íñigo Errejón (@ierrejon) <a href="https://twitter.com/ierrejon/status/805557290304675840">December 4, 2016</a></blockquote>

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Cautela dalla Bce - Un invito alla cautela arriva dal membro del board della Bce, Francois Villeroy de Galhau, secondo il quale la vittoria del 'No' nel referendum non può essere confrontata con quella della Brexit. Il banchiere centrale francese, da Tokyo, afferma che "il referendum in Italia – potenzialmente un'altra fonte di incertezza – non può essere messo a confronto col referendum in Gran Bretagna: gli italiani sono stati chiamati alle urne per votare su una questione costituzionale interna e non sulla lunga appartenenza dell'Italia all'Ue". 

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