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Scontro su eredità An, Fratelli d'Italia si prende simbolo

1' di lettura

All'Assemblea della fondazione via libera alla richiesta del partito di La Russa e Meloni di poter utilizzare il simbolo della fiamma tricolore del vecchio Msi per le prossime europee. Gasparri e Matteoli annunciano ricorso

E' scontro a destra su l'utilizzo del simbolo di An in vista delle elezioni europee e di eventuali elezioni politiche. All'assemblea della Fondazione di Alleanza Nazionale, si è consumata una battaglia tra Fratelli d'Italia, che intendono utilizzare nel proprio logo il simbolo di An da una parte, e dall'altra il gruppo de La Destra di Storace, Menia, Nania e Polibortone, che vogliono rifare An, e Gasparri-Matteoli ormai dentro Fi che intendono congelare il simbolo.
Alla fine, dopo un dibattito a porte chiuse che, a detta dei partecipanti ha avuto dei momenti di forte tensione, l'ha spuntata il partito di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa che insieme a Gianni Alemanno hanno ottenuto il via libera dall'assemblea ad avvalersi in modo "parziale o totale" del simbolo della fiamma tricolore del vecchio Msi, dentro la scritta Alleanza Nazionale, per il 2014.

La mozione Meloni - La Russa - E' passata infatti con 290 sì su 292 votanti (gli altri due si sono astenuti) la mozione Meloni-La Russa, mentre gli altri due contendenti hanno ritirato le proprie emozioni. Ad accendere la miccia sono stati Gasparri e Matteoli che hanno dichiarato non ammissibile la mozione sul simbolo e hanno annunciato "un contenzioso" che fa prevedere un futuro di carte bollate.
I due esponenti di Forza Italia contestano la legittimità stessa della votazione visto il ritiro degli altri votanti. "Su oltre mille iscritti - hanno denunciato - all'assemblea hanno rinnovato l'adesione in 695 e la mozione è passata con 290 voti. Ma il numero degli aventi diritto, 695, che non ha partecipato al voto ritenendo inammissibile la richiesta della mozione di Fratelli d'Italia è stato superiore a 400. Quindi il voto non è legittimo essendo stato espresso da meno di un terzo degli aderenti alla Fondazione".
Tesi questa, diffusa con un comunicato a fine assemblea, che è stata respinta dai Fratelli d'Italia che con La Russa e Alemanno parlano di "un voto legittimo e un quorum corretto".

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