Decadenza di Berlusconi, la giunta decide per il voto palese

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Decisiva la scelta di Linda Lanzillotta (Scelta Civica). Insorge il Pdl: "Ci saranno conseguenze". L'ex premier fa saltare il pranzo con i ministri. Alfano: "Ora battaglia in Parlamento". Letta: "Separare vicende giuridiche e politiche"

La giunta per il Regolamento del Senato ha deciso che l'aula di Palazzo Madama dovrà votare a scrutinio palese sulla decadenza da parlamentare dell'ex premier Silvio Berlusconi, dopo la sua condanna definitiva per frode fiscale. La decisione è stata presa con 7 voti a favore e 6 contro (il presidente della giunta Pietro Grasso, che è anche presidente del Senato, non vota per prassi).
Dura la reazione del Pdl: "Ci saranno conseguenze", hanno dichiarato Renato Schifani e Maurizio Lupi. "Una decisione grave", l'ha invece definita il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello intervenuto a Sky TG24.


Decisiva la scelta di Linda Lanzillotta, di Scelta Civica, che dopo aver espresso dubbi ha poi proposto lo scrutinio palese solo perché la decisione riguarda non "il voto sulla persona" di Berlusconi ma sul suo status di parlamentare, secondo la legge Severino. La legge Severino dispone l'incandidabilità o la decadenza per i parlamentari condannati in via definitiva per una serie di reati.


Il voto di oggi, mercoledì 30 ottobre, però potrebbe essere non definitivo sulla vicenda. Se almeno 20 senatori chiedessero infatti con un ordine del giorno motivato che in aula si votasse col voto segreto, spetterebbe al presidente Grasso decidere se mettere al voto la proposta, respingerla o rimandarla alla giunta per il Regolamento. In ogni caso, manca ancora una data per la votazione in aula. Nella giornata di martedì è stato bocciata la richiesta del Movimento 5 stelle di calendalizzare già il voto rinviando la decisione a dopo il dibattito e voto in giunta.

Nella stessa giornata il presidente del Consiglio Enrico Letta ha detto (AUDIO) che la questione della decadenza di Berlusconi è disgiunta dalla vita del governo, sostenuto dalla maggioranza Pd-Pdl-Scelta civica. Ma la scelta di rinviare il voto sul leader del centrodestra a dopo l'approvazione della legge di Stabilità potrebbe essere proprio un tentativo di porre l'esecutivo al riparo, almeno per qualche settimana, da eventuali ritorsioni del Pdl.

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