Mediaset, "Berlusconi sapeva". Bufera sul magistrato

Politica

Il presidente della sezione feriale della Cassazione, Antonio Esposito, spiega a Il Mattino i motivi della condanna. Poi smentisce: "Dichiarazioni manipolate". Il direttore a SkyTG24: "Trascrizione letterale". L'avvocato Coppi: "Gravissima ingiustizia"

Silvio Berlusconi è stato "condannato perché sapeva, non perché non poteva non sapere". Antonio Esposito, presidente della sezione feriale della Cassazione, che ha confermato la condanna dell'ex premier nel processo per i diritti tv Mediaset, affida queste parole al quotidiano Il Mattino e scatena una bufera politica.
Le dichiarazioni del magistrato, smentite in più riprese dallo stesso giudice ("Il testo dell'intervista da pubblicare, inviatomi dal giornalista del Mattino dopo il colloquio telefonico, è stato manipolato") vengono però confermate dal direttore del quotidiano, che anche ai microfoni di SkyTG24 afferma che l'articolo riporta la "trascrizione letterale" (Guarda l'intervista). Intanto, insorge il Pdl che si chiede se sia "questo il nuovo stile dei giudici della Cassazione" e domanda interventi disciplinari nei confronti del togato, arrivando a sostenere che l'accaduto "non potrà non avere dei concreti riflessi sulla valutazione della sentenza emessa. mentre il legale di Berlusconi, Franco Coppi, parla di fatto "molto grave" (il video).

Cassazione: intervista non inficia il verdetto - Fonti della Cassazione sottolineano però che il contenuto di un'intervista "non può avere effetti su una sentenza definitiva", già pronunciata. Il "verdetto - fanno notare le stesse fonti - è sancito con la lettura pubblica del dispositivo". Anche l'Anm tenta di placare le polemiche e il suo presidente, Rodolfo Sabelli, parla di "classica tempesta in un bicchiere d'acqua", pur sottolineando la "inopportunità dell'intervista". Inopportunità è l'avverbio usato anche da Giorgio Santacroce, primo presidente della Corte di Cassazione, mentre tre consiglieri laici del Pdl chiedono al Comitato di presidenza del Csm di aprire una pratica sul magistrato Esposito. Sul caso interviene poi anche il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, che chiede a Santacroce "elementi informativi" per conoscere nel dettaglio la vicenda.

I passaggi contestati dell'intervista - Nell'intervista pubblicata da Il Mattino si legge che l'ex premier sarebbe stato condannato perché sapeva, non perché non poteva non sapere. "Non poteva non sapere? Potrebbe essere un'argomentazione logica ma non può diventare principio alla base della sentenza", si legge nell'intervista pubblicata dal quotidiano. "Noi potremmo dire: tu venivi portato a conoscenza di quel che succedeva. Non è che tu non potevi non sapere perché eri il capo. Teoricamente, il capo potrebbe non sapere. No, tu venivi portato a conoscenza di quello che succedeva. Tu non potevi non sapere perché Tizio, Caio o Sempronio hanno detto che te lo hanno riferito. E' un po' diverso dal non poteva non sapere". Ed è questo passaggio, in particolare, a ricevere la secca smentita del magistrato.

Ghedini: "Fatto gravissimo" - L'intervista non manca di creare polemiche e dibattiti. Parla di "fatto gravissimo e senza precedenti" il difensore di Berlusconi, Niccolò Ghedini. "Gli organi competenti dovranno urgentemente verificare l'accaduto che non potrà non avere dei concreti riflessi sulla valutazione della sentenza emessa".
"Noi non vedevamo l'ora di conoscere le motivazioni - sottolinea a SkyTG24 l'altro legale, Franco Coppi - di una sentenza che cui aveva sbalorditi, ma non immaginavamo di essere soddisfatti con tanta premura tramite un'intervista, non mi era mai successo". (Guarda l'intervista)



Bondi (Pdl): "E' normale che il giudice entri nel merito della sentenza?" - "E' normale che il giudice Esposito entri nel merito della sentenza della Cassazione con un'intervista rilasciata ad un quotidiano nazionale? E' questo il nuovo stile dei giudici della Cassazione?", si chiede invece il coordinatore del Pdl Sandro Bondi, mentre l'ex ministro Gelmini, a SkyTG24 si dice sorpresa: "Resto incredula di fronte a esternazioni che vanno a illustrare ai giornali le motivazioni della sentenza anticipandone il contenuto". (L'intervista)



Il Quirinale: "Non si eserciti nessuna pressione" - La polemica sull'intervista precede di poco la presa di posizione sulla vicenda giudiziaria di Berlusconi e sull'incontro tra Napolitano e i capigruppo del Pdl. Dal Quirinale si fa sapere che "non ci sono allo stato posizioni definite, ma approfondimenti e riflessioni in corso da parte del capo dello Stato". "Il Presidente - si fa sapere dal Colle - si augura che non si eserciti su di lui, attraverso interpretazioni infondate e commenti intempestivi, una intrusione in una fase di esame e riflessione che richiede il massimo di ponderazione e serenità". (Guarda il video)



Manifestazione di Roma, aperta un'inchiesta per danneggiamento - E non si placano le polemiche sulla manifestazione del Pdl a Roma di domenica 4. Un'inchiesta per danneggiamento è  stata aperta dalla procura di Roma dopo la manifestazione . A  piazzale Clodio si esamina un'informativa della polizia di Roma  Capitale in cui si segnalano irregolarità nell'allestimento del palco davanti a Palazzo Grazioli: due cartelli stradali sarebbero stati  segati per permettere di montare il palco.  Il fascicolo è contro ignoti anche se nell'informativa dei  vigili si fa riferimento agli organizzatori della manifestazione.

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