Giallo kazako, Enrico Letta annuncia sanzioni

Politica

Si attende la relazione del capo della polizia per individuare le responsabilità dietro l'espulsione di Alma Shalabayeva. Tremano i piani alti del Viminale, ma sui quotidiani ci si interroga sul ruolo dei servizi segreti. La rassegna stampa

Continua a far discutere il caso dell'espulsione di Alma Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, rimpatriata lo scorso 31 maggio in Kazakistan insieme alla figlia di sei anni. Misura di rimpatrio che il governo ha revocato pochi giorni fa. E intanto fa anche discutere la ricostruzione del blitz fatta dalla Shalabayeva e raccolta dal Financial Times in cui si parla di intimidazione e minacce da parte della polizia italiana nei confronti della donna kazaka. Ricostruzione smentita dalla procura di Roma, ma che rischia di gettare nuova benzina sul fuoco.

Letta annuncia sanzioni - Il premier Enrico Letta a Repubblica assicura che "faremo piena luce e arriveremo in fondo, anche dal punto di vista delle sanzioni. E dunque chi ha sbagliato ne risponderà". "Mi aspetto che la relazione del Capo della Polizia arrivi prestissimo - continua il presidente del Consiglio, che si dice sicuro che "sarà in linea con quella total disclosure che abbiamo imposto alla vicenda". Sempre Repubblica ospita un'intervista a Madina, la figlia maggiore di Mukhtar Albyazov e di sua moglie Alma. Secondo la ragazza, sua madre ora in Kazakistan, "viene monitorata, filmata e pedinata da vicino. E' trattenuta come un ostaggio".

Le teste che potrebbe saltare
- In una ricostruzione di quei giorni convulsi fatta dal Corriere della Sera si punta il dito sui vertici del Viminale. Angelino Alfano sarebbe intenzionato a fare piena luce sulla vicenda e sarebbero quattro i funzionari del ministero dell'Interno che rischierebbero di saltare: "Anelli di quella catena di comando che il 27 maggio scorso decise di assecondare le richieste dell'ambasciatore kazako in Italia e quattro giorni dopo caricò la donna e la sua bimba di 6 anni su un jet privato disponendone il rimpatrio immediato". Secondo il quotidiano di Via Solferino, "in cima alla lista c'è Giuseppe Procaccini, il capo di gabinetto dello stesso ministro"; "a rischio anche la posizione del prefetto Alessandro Valedri, il responsabile della segreteria del capo della Polizia, così come quella del questore di Roma Fulvio Della Rocca. Nell'elenco potrebbe essere inserito il funzionario della prefettura che firmò il decreto di espulsione". E in un articolo di spalla Fiorenza Sarzanini, che firma anche al ricostruzione, si chiede quale ruolo abbiano avuto i servizi di intelligence italiani e si chiede: "Come è possibile che i nostri servizi segreti non abbiano saputo nulla circa la presenza a Roma della moglie di un dissidente kazako, ritenuto "pericoloso" dal suo governo e per questo inserito nella lista dei ricercati internazionali?".

Il Giornale: "Pretesto per colpire Alfano" - Diversa invece l'interpretazione fatta da Il Giornale, il quotidiano della famiglia Berlusconi, secondo cui il pasticcio dell'espulsione sarebbe un "pretesto per colpire Alfano". "Stavolta Angelino Alfano si è arrabbiato davvero. Sotto tiro da tre giorni, accusato di aver ordinato, o coperto, l'espulsione della Shalabayeva, convinto che dietro l'attacco ci sia una manovra per far cadere il governo: il vicepresidente del Consiglio aspetta soltanto di avere in mano la relazione del capo della polizia per passare alla controffensiva". Relazione che, spiega il quotidiano di Via Negri, arriverà non oltre le prossime 48 ore.

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