Monti difende la sua politica: altri 50 mln per le famiglie

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Il presidente del Consiglio a Riva del Garda accolto da fischi: "Vi capisco". Poi il mea culpa: "Ci sono stati limiti alla nostra azione" ma rivendica il merito di "aver fatto lavorare insieme i nemici". Riccardi: stiamo studiando la revisione dell'Isee

Accolto all'arrivo in sala da molti fischi, ma uscito tra gli applausi: il presidente del Consiglio Mario Monti, a Riva del Garda dove si è concluso il Festival della famiglia, ha difeso le politiche fatte dal suo governo ma ha anche ammesso che qualche errore può essere stato commesso. Ha reso noto che l'anno prossimo ci sarà qualche soldo in più per le politiche familiari e giovanili, ma non ha fatto promesse di aggiustamenti della legge di stabilità, come aveva esplicitamente chiesto il ministro Andrea Riccardi. E a chi, fuori, manifestava con lancio di petardi e urla, ha detto "vi capisco". Il tutto mentre in una conferenza stampa Silvio Berlusconi ha attaccato il governo e mentre in una Roma blindata si è svolto il "No Monti day". Nella Capitale c'è stato un corteo pacifico ma si sono vissuti anche momenti di tensione tra petardi, scritte e uova contro le banche. Per alcune ore alcuni manifestanto hanno bloccato la tangenziale e la bretella dell'A24 (VIDEO).

In sala a Riva del Garda c'erano le famiglie, che sono arrivate per chiedere al Governo un vero sostegno. "Non esistiamo nei programmi del governo - hanno protestato - non si rendono conto dei nostri problemi. Noi non chiediamo altro che un fisco a misura di famiglia". A loro si sono rivolti spesso sia Monti che Riccardi, nei loro interventi, punteggiati da frasi vivaci dalla platea. Riccardi - che ha organizzato il festival insieme al presidente del Trentino Lorenzo Dellai - ha garantito che sta lavorando insieme al Ministero del Lavoro alla revisione dell'Isee e che sta cercando di "modificare la legge di stabilità nella parte che riguarda le detrazioni fiscali in base al numero di figli", in modo da "collegare gli sconti fiscali all'Isee".

Nessuna parola su questo dal premier, che invece ha fatto una sorta di "mea culpa": "ci sono stati limiti alla nostra azione - ha detto - avremo fatto degli errori. Non mi riferisco a nulla di preciso - ha puntualizzato - e sono orgoglioso delle politiche fatte, ma sarebbe sciocco non ammettere che possono esserci stati errori". Ha quindi rivendicato il merito di "aver fatto lavorare insieme i nemici, soprattutto due partiti che, come loro stessi dicono ora, si affrontavano in modo incivile sprecando le loro energie non per costruire qualcosa ma per distruggersi uno con l'altro": con loro, ha detto, "in questo Parlamento in fase di fine di legislatura è stato possibile raggiungere decisioni in misura più incisiva che in periodi precedenti". Se ci fosse stato più tempo, ha sottolineato, si sarebbe potuto spiegare meglio quanto il governo stava facendo per "non far cadere il Paese nel baratro", ma "l'opinione pubblica sta mostrando di capire i sacrifici", e ciò dimostra che "è possibile essere ascoltati senza gridare e senza cercare di sedurre".

Gli italiani, ha aggiunto, "forse non erano abituati a essere trattati come adulti dal mondo politico" ma ora "hanno capito che certe rinunce oggi per avere una vera speranza di un domani migliore, se spiegate, possono essere praticate e condivise". Tante le critiche al passato, quando "si è promesso troppo senza saper mantenere le promesse" ha detto rispondendo a una persona dal pubblico che sollecitava un maggiore sostegno alle famiglie. Ci sono stati tempi, ha aggiunto, "in cui se un presidente del Consiglio si trovava davanti a un'adunata come questa, diceva 'è ovvio che aumentiamo i sussidi alle famiglie numerose, è ovvio che diminuiremo le tasse'". Quindi nessuna "facile promessa" oggi, ma la sottolineatura del fatto che per il 2013 è stato previsto "uno stanziamento aggiuntivo di 50 milioni di euro per le politiche familiari e di 25 milioni per quelle giovanili". E poi un tributo alla platea: "L'Italia deve assomigliare di più a una buona famiglia" ha insistito, spiegando che il Paese deve essere grato alle famiglie perché "grazie alla loro solidità, alla loro capacità di risparmio per quanto ridotta dalla crisi, l'Italia è in grado di affrontare le sfide di oggi".

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