Regionali, Sicilia al voto: seggi aperti domenica 28 ottobre

Politica
Nello Musumeci, Rosario Crocetta e Gianfranco Miccichè a un confronto pubblico
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Dieci candidati si sfidano per il dopo Lombardo. Il Pdl si affida a Musumeci, il Pd a Crocetta. Miccichè fa il guastafeste insieme a Mpa e Fli, Grillo le prove generali per il M5S. Si vota dalle 8 alle 22. Ma lo scrutinio avrà inizio lunedì mattina

Quattro milioni di siciliani scelgono domenica 28 ottobre il nuovo presidente della Regione in un turno elettorale quanto mai incerto, primo test in vista delle politiche di primavera che apriranno la strada al successore di Mario Monti. Si vota in un giorno solo, i seggi infatti saranno aperti dalle 8 alle 22 di domenica (qui le indicazioni su come si vota). Le operazioni di scrutinio, invece, non inizieranno subito dopo la chiusura dei seggi ma l’indomani, alle 8 del 29 ottobre.
Il voto è stato anticipato a domenica dopo le dimissioni del governatore Raffaele Lombardo (Movimento per l'autonomia), indagato per voto di scambio con aggravante di mafia. A sua volta Lombardo aveva preso il posto di Totò Cuffaro (Udc), governatore dal 2001 al 2008, che sta scontando sette anni di carcere per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione del segreto istruttorio.

Dieci candidati per la presidenza - In corsa per il dopo-Lombardo ci sono Giancarlo Cancelleri (Movimento 5 stelle), Rosario Crocetta (Pd-Udc-Api), Giacomo Di Leo (Partito comunista lavoratori), Cateno De Luca (rivoluzione siciliana), Mariano Ferro (Forconi), Giovanna Marano (Sel, Idv, Verdi e Federazione della sinistra), Gianfranco Miccichè (Grande sud-Mpa-Fli), Nello Musumeci (Pdl-Pid-La Destra), Lucia Pinsone (Voi), Gaspare Sturzo (Ilef-Sturzo presidente).

Sfida clou tra Musumeci e Crocetta - Come a livello nazionale, in Sicilia i partiti si misurano con frammentazioni interne e rimescolamenti di coalizioni che rendono difficile la previsione su quale sarà la futura maggioranza di governo.
Il candidato del centrodestra Nello Musumeci, presidente della Provincia di Catania, ex-Msi, appoggiato da Pdl-Destra, sfida quello del centrosinistra Rosario Crocetta, europarlamentare del Pd ed ex sindaco di Gela appoggiato da Pd-Udc. Il rischio, però, è che nessuna formazione arrivi a conquistare la maggioranza assoluta dell'Assemblea regionale così che la prossima giunta potrebbe nascere solo come  espressione di alleanze post elettorali.

L’importanza del voto in Sicilia per Berlusconi e il Pdl - L'appuntamento elettorale siciliano è particolarmente importante per Silvio Berlusconi che anche sulla base dei risultati del 28 ottobre ha detto che deciderà se candidarsi nuovamente a palazzo Chigi nel 2013.
Seconda regione per numero di abitanti, la Sicilia è da oltre un decennio il granaio elettorale del centrodestra guidato dal Cavaliere: nelle politiche del 2001 conquistò tutti i 61 seggi della Camera, in quelle del 2008 il 37,4% dei voti. Siciliano di Agrigento è il segretario nazionale del Pdl, Angelino Alfano. L'isola appare dunque come il baluardo dell'impero berlusconiano in decadenza. "Se il candidato del centrodestra arriva primo, Berlusconi potrà dire che esiste ancora", ha detto Roberto D'Alimonte, professore di Scienza della politica alla Luiss ed editorialista.
Al contrario, una sconfitta di Musumeci avrebbe come probabile effetto quello di ridare vigore al processo di disgregazione del Pdl, iniziato con l'uscita di Gianfranco Fini, e che in Sicilia ha preso la forma del partito territoriale Grande Sud di Gianfranco Miccichè. L'ex manager di Publitalia e uomo di governo di Berlusconi ha deciso di correre per la presidenza della Sicilia contro Musumeci e con l'appoggio del Fli di Fini e l'ex Mpa di Lombardo.

In ballo il futuro delle alleanze del Pd - Crocetta viene descritto come il primo sindaco dichiaratamente omosessuale d'Italia. Europarlamentare e apprezzato sindaco di Gela ha più volte sfidato la mafia locale. Nella sinistra ha militato un po' ovunque: dal Pci ai Verdi passando per Rifondazione comunista e il Partito dei comunisti italiani. Nella sua corsa per la presidenza della Sicilia, però, non è alleato del Sel di Nichi Vendola, anche lui gay ed ex Rifondazione. Il Partito democratico per le politiche del 2013 ha già stretto una intesa con Sel. In Sicilia, invece, ha unito le forze con i centristi dell'Udc dell'ex Cuffaro, forse per verificare l'effetto sull'elettorato prima di riproporre la stessa coalizione a Roma. La scelta del Pd ha suscitato sdegno in Sel per le accuse di favoreggiamento alla mafia che hanno portato in carcere Cuffaro. Dopo il ritiro per vizi formali della candidatura di Claudio Fava, figlio del giornalista Pippo ucciso dalla mafia a Catania, Sel appoggia con Idv e Federazione della sinistra  la sindacalista della Fiom-Cgil Giovanna Marano a lungo in prima linea nella vertenza della Fiat di Termini Imerese.

Test decisivo per il Movimento 5 Stelle - In Sicilia ricomincia anche la scommessa di Beppe Grillo, che con la sua traversata dello stretto ha inaugurato in pompa magna la campagna elettorale.
Per la prima volta presente alla regionali siciliane, il Movimento 5 Stelle fondato dal comico genovese si è unito attorno al nome di Giancarlo Cancelleri, geometra di Caltanissetta. "Se Grillo tocca l'8% in Sicilia è molto ragionevole che sia il 21% a livello nazionale, perché è difficile intaccare lo steccato tra destra e sinistra che c'è in Sicilia", ha detto Roberto Weber, presidente di Swg.

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