Passera: "Ci sono risorse per ridare fiato al Paese"

Politica
Mario Monti, Corrado Passera
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Il ministro dello Sviluppo Economico, in un'intervista al Corriere della Sera, assicura: "La crescita non si fa con gli annunci". Intanto, crescono anche nella maggioranza riserve e critiche al dl sviluppo. Alfano: "C'è solo 1 miliardo reale"

Le "resistenze" sono "tante e su tutto. Ma le superiamo". Ne è convinto il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera che in un'intervista al Corriere della Sera all'indomani dell'approvazione del decreto sviluppo assicura che "ci sono misure e risorse per ridare fiato al Paese". Ma "nessuna scorciatoia, la crescita vera non si fa con gli annunci, schioccando le dita. Questo decreto contiene mesi di lavoro e riforme profonde. Su questo fronte l'impegno del governo è continuo, non esistono fasi 1 e 2".

Riserve e critiche anche nella maggioranza - Parole, quelle del ministro, che arrivano dopo un coro di malumori nati anche tra i partiti che sostengono l'esecutivo proprio sul dl sviluppo. In prima linea il Pdl di Angelino Alfano che afferma: su 80 mld per la crescita, 1 è reale e 79 virtuali. E aggiunge: "Se fossimo stati noi a fare un decreto da 1 miliardo la stampa ci avrebbe massacrato". Il segretario dell'Udc, Pierferdinando Casini, difende invece l'operato del governo: "Bisognerebbe evitare di mettere i bastoni tra le ruote del governo e di complicargli la vita". Il leader del Pd, Pierluigi Bersani, dalle colonne dell'Unità parla invece di misure giuste e altre discutibili: "Intanto parto dallo sforzo positivo che si è fatto. Ci sono delle novità, un insieme di iniziative giuste, credo però che ce ne sia qualcuna discutibile.




Passera: "Ci sono misure e risorse per dare fiato al paese" - Sulle cifre stimate, Passera spiega al Corsera che "project bond, cambiali finanziarie, obbligazioni permetteranno alle imprese di raccogliere mezzi finanziari per almeno una quarantina di miliardi". Gli altri 40 miliardi sono una "stima degli effetti economici" che possono derivare "dalle agevolazioni per gli interventi di ristrutturazione e di efficientamento energetico, dal Piano Città, dai progetti finanziabili dal nuovo Fondo per la crescita sostenibile, dalla defiscalizzazione in campo infrastrutturale, dallo sblocco di molti cantieri energetici". Ma "ci aspettiamo aspetti positivi, più difficili da stimare" anche da "agevolazioni sulle assunzioni, riforma del diritto fallimentare, accelerazione della giustizia civile, nuovi contratti di programma, semplificazioni procedurali". Al momento, aggiunge il ministro, tra le misure sul tavolo ha dovuto rinunciare solo "al credito d'imposta per l'innovazione che valeva 6-700 milioni. Ma è solo un rinvio in attesa delle risorse che verranno da review e dismissioni". Nessuna battagli con il viceministro Grilli sulle coperture ("abbiamo trovato in questi mesi la soluzione a tantissimi problemi e così  è stato anche stavolta") mentre la formula 'salvo intese' è stata adottata per "alcuni provvedimenti, in particolare quelli di altri ministeri confluiti all'ultimo minuto".

I prossimi piani del governo - Infine, annuncia che i prossimi dossier sul suo tavolo saranno "agenda digitale, misure per le start-up entro l'estate e i cantieri della Salerno-Reggio Calabria entro il 2013". E un futuro in politica? "Poi si vedrà".

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