Bossi: "L'Italia sconfitta dalla storia. La Padania vincerà"

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Via ufficiale a Vicenza alla manifestazione per la riapertura del 'Parlamento padano'. Calderoli: "Spero possa nascere quella separazione consensuale sul modello della Cecoslovacchia". Bersani: "Non si azzardino ad accendere la miccia"

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Si è aperta tra le note del 'Va pensiero' - l'inno dei leghisti - la seduta del cosiddetto Parlamento della Padania alla fiera di Vicenza. La platea gremita di parlamentari, consiglieri comunali, presidenti di Provincia ma anche di militanti del Carroccio, ha gridato 'secessione, secessione' e 'Padania libera'. La Lega Nord ha così ritrovato il suo 'grido di battaglia'. "La Padania vincerà. Lo stato italiano ha perso la partita. La guerra economica ha visto la sconfitta dell'Italia". Così il leader della Lega Umberto Bossi, dall'assise del parlamento padano a Vicenza, ha rilanciato l'indipendenza della Padania.

Bossi: "Si apre una finestra sulla nascita della Padania" - Secondo il leader del Carroccio "oggi si apre una finestra importante della storia e noi dobbiamo essere lì pronti e lavorare. Il nostro popolo deve essere pronto per questa finestra della storia che si sta aprendo perché alla fine di una guerra come questa si riscrivono i trattati".
Bossi ha ribadito più volte che "lo Stato italiano ha perso la guerra economica, è al suo definitivo tramonto e al suo posto avanzano i nostri popoli, quello lombardo, quello veneto, quello piemontese che uniti potranno vincere in questa Europa dei popoli che è il futuro". Così secondo il Senatùr "dobbiamo scatenare la  Padania, scatenare i nostri popoli nel nome della Padania e in quel progetto che vide un tempo Gianfranco Miglio".
Secondo il leader della Lega Nord infatti "questo è il momento giusto per fare i cambiamenti e meno male che noi abbiamo lavorato fin dall'inizio per questo ed abbiamo la coscienza a posto". "Grazie  fratelli padani".
Infine, dal palco di Vicenza il Senatur ha rilanciato le parole d'ordine: "Padania!" e il popolo Carroccio ha  risposto 'libera', 'Padania', 'libera!', 'Padania!', 'Secessione',  hanno risposto i tanti presenti alla fiera di Vicenza.

Calderoli nuovo presidente del "Parlamento padano" - Dal palco del parlamento padano è intervenuto anche Roberto Calderoli, nuovo presidente del "Parlamento padano" eletto su proposta della segreteria politica della Lega e per acclamazione dalla platea.
"Se non ci viene concessa un po' di libertà noi siamo titolati ad andare a prendercela un po' di libertà" ha dichiarato. "La prossima proposta di modifica della Costituzione - ha avvisato - andrà a toccare sia (la parte che afferma che l'Italia è, ndr) una che indivisibile. Prendiamo atto che il governo cancella il ministero delle Riforme, caro Monti, ma significa mettere una pietra sul federalismo".
Calderoli ha poi rilanciato la secessione. "Spero possa nascere quella separazione consensuale sul modello della Cecoslovacchia che noi cerchiamo da tempo". Insomma, una 'secessione morbida' senza le urla e senza il richiamo ai fucili, quelli della Lega della prima ora. Ma comunque una separazione perché "meglio star bene separati, che star male rimanendo insieme". E ha aggiunto: "Domani incontreremo Formigoni per vedere se ci sta. Poi tocca al Friuli, al Trentino per formare quella macroregione che è la Padania".
Calderoli ha anche annunciato una "grande manifestazione" della Lega per il 15 gennaio a Milano.

Bersani: "Non si azzardino ad accendere la miccia" - Durissima, la reazione del Pd alle parole della Lega: "Non si azzardino - dice il segretario Bersani -  ora ad accendere la miccia delle polveri che ci ha messo sotto i piedi. Se siamo a rischio di default è perché qualcuno ci ha portato fin qui è perché per mesi e per anni abbiamo parlato di una crisi in cui era coinvolta anche l'Italia e abbiamo sentito parlare di crisi psicologica e conti a posto, mentre molti che sapevano hanno fatto finta di niente e il paese si e' addormentato".
Bersani ha ribadito che "siamo in un momento drammatico a cui avremmo potuto non essere ma - ha assicurato - in questo mare in tempesta terremo il timone, la barra dritta perché - ha concluso - il paese ha bisogno di una forza come la nostra che colleghi quel che è' stato con quello che sarà, anche passando attraverso delle strettoie".

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