Ci si divide in Rete sul Wiki-Pd di Renzi

Politica
Matteo Renzi, sindaco di Firenze - Getty Images
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Dopo l’invito a scrivere in maniera collaborativa il nuovo programma, il sindaco di Firenze si attira sul web elogi ma anche diverse critiche per aver pubblicato i 100 punti su un file non modificabile. E spunta un giallo sulla paternità del documento

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di Nicola Bruno

"Ma dove sta 'sto wiki?". La domanda ha iniziato a circolare subito su Facebook e gli altri social network, dopo che sul sito di Leopolda 2011 sono comparse, in un file Pdf, le prime 100 proposte emerse dalla due giorni di “Big Bang” organizzata da Matteo Renzi a Firenze. Le 100 idee sono state infatti accompagnate da un invito chiaro e forte: "Sono a disposizione di tutti per essere discusse, rielaborate e anche riviste completamente da chiunque abbia voglia di contribuire. Scaricate il documento e collaborate alla stesura migliore e a un'Italia che sia di tutti noi".
Ma il file Pdf non richiama certo il metodo partecipativo di Wikipedia e le polemiche non mancano. Più che il contenuto, ci si concentra anche sul suo autore. Scaricando il file pubblicato sul sito Leopolda2011.it appare come autore del documento Giorgio Gori, ex direttore di Canale5 e di Italia1, che ha partecipato alla convention fiorentina. La notizia, diffusa da Termometro Politico, sta facendo il giro del web, scatenando una serie di polemiche.

ENTUSIASTI - Polemiche che seguono di poco l'entusiasmo di molti utenti, convinti sostenitori dell'idea di un Pd da costruire insieme come la celebre enciclopedia. I commenti e suggerimenti positivi arrivano al ritmo di decine all'ora sul profilo Facebook dell’evento. In tanti hanno elogiato il coraggio di "mettere in campo idee" che "non sono il solito ritornello". C'è anche chi cita J.F. Kennedy e il suo "ciascuno di noi può agire per cambiare qualcosa nel mondo". Una reazione entusiasta, insomma, che secondo lo staff di Big Bang Leopolda era proprio quello che ci si aspettava: "Stiamo ricevendo centinaia di email, critiche, idee, apprezzamenti sulle idee per l'Italia. Bingo! Esattamente ciò che volevamo: discutere nel merito".

WIKI PD-EFFE - Allo stesso tempo, però, c'è anche chi, andando più nel metodo, trova che il Wiki-Pd corra il rischio di essere solo uno slogan. Da una parte perché lo staff di Matteo Renzi non ha messo a disposizione nessun ambiente “wiki” (termine con cui si fa riferimento alle piattaforme web in cui ciascun utente può modificare il testo iniziale, sull’esempio di Wikipedia), ma soltanto un file PDF un formato chiuso che, in ambito digitale, si situa all’estremo opposto del wiki, e per di più con un giallo legato al suo autore.
Dall’altra perché gli utenti appaiono per lo più spaesati: dove si dovrebbe discutere delle proposte? Su Facebook, via Twitter, sul sito dell’evento? Questo è bastato perché lo staff di Matteo Renzi, dopo le tante segnalazioni, si affrettasse a comunicare via Twitter che “in giornata” sarebbero arrivate “le pagine per la condivisione”. Sarà pure solo una questione di tempo, ma molti utenti hanno messo in luce l’incongruenza tra la promessa “Wiki” e il file PDF. La docente Giovanna Cosenza ha presto definito l’operazione di Renzi “Wiki PD-effe”: “Mi aspettavo un ambiente wiki, dove si potesse sperimentare se la forma wiki può funzionare anche nella stesura di un programma politico, oltre che in quella di voci enciclopediche (...) Sarebbe stata una bella novità, interpretare letteralmente la metafora del wiki Pd”. E non si tratta solo di un problema di forma, ma anche di sostanza, secondo i blogger di Yes Political: “Il formato PDF è di per sé immodificabile. Perciò come iniziare a discutere, a elaborare, a modificare, a suggerire formulazioni alternative, se la base di partenza è congelata in un formato pdf?”

"IDEA VECCHIA"
- Al di là della forma Wiki vs. PDF, è anche la paternità dell’idea ad essere messa in discussione da diversi utenti. All’evento “Prossima Fermata Italia” organizzato lo scorso anno a Firenze da Matteo Renzi e Pippo Civati, il militante del Pd Paolo Cosseddu aveva infatti lanciato la proposta di un wiki-programma da scrivere in maniera collaborativa (qui il blog, l'idea è andata poi avanti: è stato aperto uno spazio wiki dove più di mille utenti hanno partecipato alla stesura di un programma dal basso (poi confluito nel sito web Prossima Italia).
Cosseddu spiega che: “Quella roba lì (...) fu presentata a Matteo nel suo ufficio di sindaco di Firenze, a Palazzo Vecchio, mentre lui beveva un latte caldo. Lo ricordo ancora, perché mi sembrò una cosa molto da lui. E lui ci disse che si trattava di un’ottima idea, salvo poi non farsi mai più vivo e disinteressarsene completamente, fatta eccezione quando, un paio di mesi dopo, ci accusò di voler costruire 'una correntina, anzi uno spiffero', a fronte di progetti suoi evidentemente più alti”.
Una versione dei fatti, questa, confermata anche dall’ex rottamatore Pippo Civati che sul suo account Twitter ha spiegato a caldo: “L'anno scorso, lui, il WikiPd non ha voluto farlo”.

In tutto ciò, c’è anche chi critica l’idea stessa del wiki-programma. Scrive un utente su Facebook: “Trovo superfluo chiedere ora le idee alle persone", "altrimenti non si parte mai a fare nulla, ma ci si divide ancora di più”. Un altro parla addirittura di un’idea riciclata dal Pdl: “L'ultimo che propose qualcosa del genere fu Berlusconi con i suoi gazebo per raccogliere proposte. Non scherziamo, i politici devono smetterla di far credere di poter accontentare tutti... Se hanno un programma lo presentino”.

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