Dalla Camera sì all'uso dei tabulati di Milanese

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L'Aula boccia invece l'uso delle intercettazioni di Verdini nell'inchiesta sul G8. Per l'ex braccio destro di Tremonti via libera anche all'apertura delle cassette di sicurezza richiesta dai pm di Napoli. VIDEO

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L'Aula della Camera ha autorizzato i magistrati di Napoli a utilizzare i tabulati telefonici e ad aprire le cassette di sicurezza del deputato del Pdl Marco Milanese, ex braccio destro del ministro dell'Economia Giulio Tremonti. L'Aula di Montecitorio ha accolto così il parere della Giunta per le autorizzazioni adottato all'unanimità, dopo che lo stesso Milanese si era detto favorevole al via libera.

Milanese è indagato a Napoli con le ipotesi di reato di corruzione, rivelazione di segreto d'ufficio e associazione per delinquere nell'ambito di una indagine su una società assicurativa. E' inoltre indagato a Roma per una vicenda di presunte tangenti. Sulla richieste di arresto, invece, il Parlamento ha deciso, con il voto contrario di Pd e Idv, di rinviare la decisione a dopo la pausa estiva. Prima del voto Milanese ha ribadito la sua innocenza affermando che quelle nei suoi confronti sono "accuse infamanti". Milanese si è detto quindi vittima di una presunta "macchina del fango" che coinvolgerebbe anche il Pd, con riferimento a Filippo Penati, ex braccio destro del segretario Pierluigi Bersani, è al centro di un'inchiesta per tangenti a Monza. Milanese si è rivolto direttamente al segretario dei democratici: "Chiedetevi perché sono state mosse queste accuse contro di me: dovete interessarvi di questo. E' vostro dovere farlo, onorevole Bersani, proprio in un momento in cui è evidente l'attacco mosso da più parti al sistema dei partiti, sui quali si regge la nostra democrazia: non farlo e non intervenire per sapere cosa c'è dietro questa macchina del fango, sarà per tutti noi imperdonabile".

L'avvocato di Milanese, Bruno Larosa, ha detto in una nota di avere "chiesto formalmente al pm di disporre anche l'acquisizione dei tabulati di tutti i telefoni riconducibili al "gruppo" Viscione dal 2009 a tutto il 2010". Milanese, ex ufficiale della Guardia di Finanza, è infatti accusato tra l'altro di aver ricevuto dall'imprenditore Paolo Viscione denaro e regali
- orologi di lusso, gioielli, auto Ferrari e Bentley, viaggi all'estero - in cambio di notizie riservate sulle indagini della Gdf sulla società di assicurazioni Eig e del broker Nowosad e di alcuni interventi per rallentarle. "V'è infatti agli atti qualcosa più di un sospetto che il Viscione potesse avere notizie riservate da altri soggetti piuttosto che dall'On Milanese", ha detto il legale.

L’Aula ha invece negato l'autorizzazione all’uso delle intercettazioni telefoniche del coordinatore del Pdl Denis Verdini effettuate nell'ambito delle indagini sul G8 e gli appalti post-terremoto dell'Aquila. Per Verdini, la Giunta aveva espresso parere negativo.
Verdini che non ha partecipato al voto si era detto favorevole all’uso delle intercettazioni: “Io io sono favorevole a che si conoscano tutte le mie intercettazioni, perché vorrei un accertamento a breve della verità”. Il coordinatore del Pdl inoltre, nel suo intervento in Aula ha sollecitato i parlamentari affinché si metta presto mano alla riforma delle intercettazioni. "Io sono abbastanza forte e non mi distrugge nessuno, ho perso tante cose, ma non voglio perdere la mia onorabilità".

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