Gli italiani e le istituzioni: fiducia in caduta libera

Politica
Una manifestazione contro i politici
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Risultati negativi dal Rapporto 2011 dell’Eurispes sul gradimento dei cittadini verso politici ed enti. Ne esce male soprattutto il governo, bocciato dai giovani, si salvano presidente della Repubblica e magistratura


di Cristina Bassi

Rispetto allo scorso anno la fiducia degli italiani nelle istituzioni è precipitata, non andava così male dal 2004. E si salva solo il presidente della Repubblica, che gode di un consenso in lieve ma costante crescita, mentre il governo ha perso negli ultimi dodici mesi 12,1 punti percentuali. La sfiducia verso l’esecutivo è arrivata all’84,2 per cento e tocca punte del 90 per cento tra i giovani. Sono i risultati più importanti del Rapporto Italia 2011 anticipato dall’Eurispes, che ogni anno misura la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni, e che verrà presentato ufficialmente il 28 gennaio. La rilevazione è stata fatta con un questionario cui hanno risposto 1.532 persone e si è conclusa a meta gennaio.

Nell’ultimo anno c’è stata un’inversione di tendenza. Oggi solo il 2,2 per cento degli italiani dice che la propria fiducia nelle istituzioni è aumentata, mentre per il 68,5 per cento è diminuita, per il 27,5 per cento è rimasta invariata. Il dato del 2011 sulla sfiducia è il peggiore registrato dal 2004. Nel 2010 era successo il contrario, con l’aumento del numero di cittadini per cui l’apprezzamento di politici e pubblica amministrazione era migliorato rispetto al 2009. Nel 2011 invece i delusi sono passati dal 45,8 per cento al 68,5 per cento. La sfiducia è più forte tra i 25-34enni (72%) e tra i 35-44enni (71%), seguiti dai ragazzi tra i 18 e i 24 anni (69,7%). Coloro che si riconoscono nel centrosinistra sono i più delusi, la quota è al 78,4 per cento.

Registra però un dato positivo il presidente della Repubblica, che negli ultimi tre anni ha incassato la fiducia del 62,1 per cento degli intervistati nel 2009, del 67,9 nel 2010 e del 68,2 per cento nel 2011. Le persone che invece si dicono poco o per niente fiduciose nel governo sono l’84,2 per cento, contro il 14,6 per cento che si dichiara molto o abbastanza fiducioso (nel 2009 era il 26,7%). Quest’ultimo dato non era mai stato tanto basso dal 2004, anche se a prescindere da chi governasse, il grado massimo di fiducia nell’esecutivo non ha mai superato il 33,6 per cento. I più critici verso questa istituzione sono i giovani. I 25-34enni che nutrono poca o nessuna fiducia sono l’87,4 per cento, i 18-24enni che hanno la stessa opinione arrivano al 91 per cento degli interpellati.

Anche il Parlamento incassa risultati negativi. Solo il 15 per cento dei cittadini confida in questa istituzione (nel 2010 erano il 26,9%), continua invece a crescere il numero delle persone che apprezzano la magistratura, per la prima volta dal 2004 infatti i consensi verso giudici e pm tornano a superare il 50 per cento. Quest’anno la percentuale di chi ha fiducia nella magistratura è al 53,9 per cento (era al 47,8% nel 2010). I più favorevoli sono gli ultra 65enni (il 59,7%), più si scende con l’età più il gradimento cala, fino a quello dei 18-24enni che è al 44,9 per cento.

Tra le istituzioni le più apprezzate si confermano comunque le forze dell’ordine, in testa i carabinieri amati dal 72,6 per cento dei cittadini, anche se c’è stata una leggera flessione rispetto al 2010. Nel rapporto di quest’anno ci sono alcune new entry: le associazioni dei consumatori, di cui si fida il 55 per cento delle persone interpellate, il Corpo forestale (64,6%) e i Servizi segreti, che incassano la fiducia del 30,5 per cento degli italiani. Il credito dato alla Chiesa cattolica è passato dal 47,3 per cento del 2010 al 40,2 per cento del 2011, quello alla pubblica amministrazione dal 25,1 per cento al 19,1 per cento, quello ai sindacati dal 22 al 21,3 per cento. Gli italiani però credono nell’Europa come istituzione, sono il 75,7 per cento i cittadini che ritengono che il nostro Paese debba puntare di più sull’Unione. Riguardo alla proposta di eleggere direttamente il presidente della Repubblica infine i favorevoli sono il 49,1 per cento degli intervistati, i contrari sono il 36,6 per cento, il 14,3 gli indecisi.

Le opinioni degli italiani nelle rilevazioni di Sky:

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