Coronavirus Palermo, riapre il Teatro Massimo dopo il lockdown. VIDEO

Sicilia

La scalinata si è animata con un video mapping. In scena un’orchestra distanziata con una composizione intitolata: “L’eterno straniero”. Questa sera la replica

Il Teatro Massimo di Palermo ha riaperto i cancelli ieri sera per la prima volta, dopo il lockdown (TUTTI GLI AGGIORNAMENTILA SITUAZIONE IN SICILIA), con uno spettacolo che rappresenta un inno alla pietà umana. Un programma particolarmente adatto a ciò che il mondo intero sta vivendo e che l'Italia ha affrontato.

La scalinata del teatro

La monumentale scalinata si è animata con un video mapping che raffigura cascate d'acqua, lame di fuoco, mani che si stringono e infine la maschera dionisiaca che accompagna il pubblico in un teatro del tutto diverso. Tutti si sono fermati davanti al termoscanner per la temperatura, con la mascherina, e si sono diretti nei palchi per una visione circolare dello spettacolo.

Lo spettacolo

In platea c’era l'orchestra distanziata (suonare così è più difficile) con Omer Meir Wellber sul podio a dirigere una composizione a lui stesso dedicata: "L'eterno straniero". Al centro dell'orchestra, un letto d'ottone, simbolo esplicito del sogno di Beethoven che ispira il melologo per attore e orchestra di Ella Milch-Sheriff, accorata composizione dedicata a chi è costretto a vivere nell'isolamento, nella sofferta solitudine, nell'incomprensione. Dedicata tanto a Beethoven, quanto agli stranieri in fuga. Hanno risuonato sonorità mediorientali, cellule armoniche che strizzano l'occhio a Malher, mentre il bravissimo Eli Danker ha recitato il testo di Joshua Sobol. La regia di Roberto Andò è stata volutamente lieve, lascia spazio alla commozione della musica e sul tulle che copre il coro è stato proiettato un filmato di Luca Scarzella sul deserto del sud d'Israele, il cielo stellato e ancora una volta la maschera del teatro greco ha lasciato il posto al passaggio fluido della Messa meravigliosa del genio di Bonn. La direzione di Omer Meir Wellber è stata vigorosa, puntualissima, attenta ai pianissimo e alla dolente magnificenza del Sanctus. Applausi generosi per tutti, per i solisti Marianna Pizzolato e Laura Giordano, per Luis Gomes e Evan Hughes. Questa sera la replica.

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