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Mediterranea: "Far scendere migranti da Mare Jonio o parte denuncia"

I titoli di Sky Tg24 delle ore 8 del 31/8

5' di lettura

Sulla nave sono rimasti a bordo ventotto uomini e sei donne. Nel frattempo, nel Sulcis, in Sardegna, sono sbarcate 46 persone provenienti dall’Algeria. L'appello del cardinale arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro: "Fate scendere i migranti della Mare Jonio!"

La ong Mediterranea saving humans ha inviato una mail al Centro di coordinamento marittimo italiano per chiedere "un porto sicuro di sbarco". "Torniamo a chiedere con forza - si legge - che le Istituzioni italiane non continuino in questa violazione del diritto e dei diritti e che prevalga dopo mesi di illegalità e cattiveria gratuita il rispetto delle persone e delle leggi, ribadendo che in caso contrario siamo pronti a denunciare questi comportamenti in tutte le sedi competenti. Adesso fateli sbarcare". Nel testo inoltre si sottolinea ancora una volta "le condizioni psicofisiche di estrema vulnerabilità delle persone a bordo dovute ai loro tragici vissuti e alle violenze subite in Libia. Condizioni aggravate - prosegue la ong - dall'esperienza della morte di sei compagni di viaggio e dall'attuale situazione di incertezza e di sospensione del diritto in cui versano che si configura come 'trattamento inumano e degradante'".
Nella mail la ong ricorda "la recentissima pronuncia del Gip di Agrigento nella vicenda della nave Open Arms, nella quale è stato ribadito come il Coordinamento delle operazioni di salvataggio ricada 'sullo Stato che per primo ha ricevuto notizia di persone in pericolo in mare fino a quando il Rcc (Centri di coordinamento marittimo) competente per l'area non abbia accettato tale responsabilità'. Nel nostro caso questo Stato è l'Italia". L'obbligo di salvataggio delle vite in mare, sostiene Mediterranea, "costituisce un dovere degli Stati e prevale sulle norme e sugli accordi bilaterali finalizzati al contrasto dell'Immigrazione irregolare. La nostra Costituzione di dice chiaramente che il diritto internazionale prevale sul Decreto Sicurezza che in questo momento ci tiene fuori dalle acque territoriali".

L'appello del cardinale arcivescovo di Agrigento

"Per favore, fate scendere i migranti della Mare Jonio". E' questo l'appello lanciato sulle pagine del quotidiano Avvenire dal cardinale arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro. "Si tratta di una situazione umanitaria gravissima - prosegue il prelato -, assistiamo a una forma ingiustificata di durezza nei confronti delle altre 34 persone che sono rimaste a bordo". "Facciamo appello alle autorità competenti affinché al più presto si decidano di permettere alla Mare Jonio di attraccare", scrive Montenegro, "prima di qualsiasi disputa politica vi sono i diritti umani che vanno difesi sempre e comunque".
La decisione di far sbarcare 64 migranti "sembrava aprire uno spiraglio in questa ennesima vicenda che vede compromettere e danneggiare la dignità di quei nostri fratelli che, prima ancora di essere migranti, sono persone umane già messe a dura prova, nei loro paesi di provenienza, da guerre, violenze e carestie", scrive il cardinale Montenegro. Le persone rimaste a bordo sono "ormai stremate fisicamente e psicologicamente, dopo diversi giorni di sosta in alto mare, sballottati dalle onde e privati del sacrosanto diritto di salvaguardare la loro vita", sottolinea ancora il cardinale.

Il tweet di Nicola Zingaretti

All'appello del cardinale si è unito il segretario Pd Nicola Zingaretti con un tweet: "Queste cose non vogliamo più vederle. Non è umano. Fate scendere subito questi esseri umani #MareJonio". 

"Critiche le condizioni psicologiche dei sopravvissuti"

In mattinata la ong Mediterranea Saving Humans ha reso noto su Facebook che le condizioni psicologiche delle 34 persone a bordo della nave Mare Jonio sono critiche: "Siamo sempre più preoccupati per le condizioni psicologiche dei sopravvissuti, i ventotto uomini e le sei donne che sono rimasti a bordo con noi. Hanno già passato l'inferno - scrive la ong -. In ogni loro racconto, man mano che passano le ore, emergono dettagli che lasciano senza fiato. C'è chi ti fa toccare le cicatrici delle torture. C'è chi ti racconta che in Libia ha passato due anni da schiavo. Le violenze sessuali. Le botte con il calcio del fucile. Le frustate, la corrente elettrica. Tutto il campionario dell'orrore".

"L’incubo non è finito, quanto ancora può durare?"

La nave è in mare da tre giorni, dopo aver soccorso i migranti al largo della Libia: "Ma l'incubo non è finito: siamo ancora qui - scrive la ong -. In mezzo a quel mare che ha rischiato di inghiottirli. L'equipaggio sta facendo tutto il possibile - e ci stiamo attrezzando per l'impossibile - per cercare di rassicurarli e tranquillizzarli. Ma quanto ancora può durare? Queste persone hanno bisogno di sbarcare. Ora. Non possono più aspettare", conclude l'Organizzazione non governativa

Sbarcati in Sardegna 46 migranti

In attesa di risvolti sulla situazione della Mare Jonio, c’è stato un nuovo massiccio sbarco di migranti lungo le coste del Sulcis, nel sud della Sardegna.  Verso le 7 di mattina di oggi, sabato 31 agosto, sono sbarcate 46 persone, tutte di nazionalità algerina. I primi barchini hanno raggiunto la spiaggia di Porto Pino, nel comune di Sant'Anna Arresi.

Verranno trasferiti nel centro di accoglienza di Monastir

Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Carbonia, che hanno bloccato 33 uomini, maggiorenni e in buone condizioni di salute. Alle 8:45 il secondo sbarco, questa volta nel porticciolo di Sant'Antioco, dove i militari hanno fermato altri 13 algerini. Dopo le visite mediche e le operazioni di identificazione, tutti verranno trasferiti nel centro di accoglienza di Monastir.

Data ultima modifica 31 agosto 2019 ore 18:25

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