Covid a Napoli, in centinaia protestano in piazza Plebiscito

Campania

I manifestanti si sono radunati per protestare contro i nuovi provvedimenti presi dal Governo e dalla Regione. Presenti ristoratori, titolari dei bar, addetti del settore del turismo, studenti, centri sociali e singoli cittadini che rischiano di perdere il lavoro. Le forze dell'ordine hanno dato il via libera per un corteo verso la sede della Giunta Regionale

"Reddito di salute per tutti la crisi la paghino i ricchi", questo uno degli striscioni esposti in piazza Plebiscito a Napoli dove i manifestanti si sono radunati a centinaia per protestare contro le nuove misure anticovid prese dal Governo e della Regione Campania. I manifestanti, che avevano cominciato a fare pressione verso Via Cesario Console blindata dalle forze dell'ordine in tenuta antisommossa, hanno avuto il via libera per un corteo verso la sede della Giunta Regionale nella vicina via Santa Lucia. (LE PROTESTE - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI MAPPE E GRAFICI DEI CONTAGI - LA SITUAZIONE IN CAMPANIA)

La manifestazione di protesta

In piazza sono presenti i rappresentanti delle categorie più colpite dalle misure come i ristoratori, i titolari dei bar, settori dell'indotto del turismo, ma anche studenti, esponenti dei centri sociali e singoli cittadini che rischiano di perdere il lavoro. "A salute e a prima cosa ma senza sorde nun se cantano messe", recita un altro striscione in anpoletano. Intorno alla piazza decine di camionette delle forze dell'ordine e agenti in tenuta antisommossa.

Le persone in piazza: “È una chiusura assurda”

Una piazza che diventa cento piazze. Si presenta così il Plebiscito dove si sono riuniti i manifestanti, dividendosi l'enorme emiciclo. Da una parte i bartender cominciano a suonare una musica frenetica con gli shaker e lanciano l'allarme per la chiusura alle 18 dei bar: "È una chiusura assurda - spiega Roberta - che ci toglie il sostentamento. Abbiamo avuto la cassa integrazione nel lockdown e sappiamo che con quella paghiamo magari solo l'affitto poi restano le bollette, la spesa. E la prospettiva di bar che chiuderanno se si prolunga lo stop, per questo insieme a noi protestano anche tanti proprietari di locali". "Dopo protocollo e sanificazione chiudere la danza è amputazione" è uno dei cartello dei ballerini e maestri di danza che protestano per la chiusura. "In Campania - spiega Angelica, una ballerina - ci sono circa mille scuole di danza in Campania, parliamo di migliaia di lavoratori senza poi parlare di noi ballerini che non possiamo allenarci, un mese di stop per un ballerino equivale a un anno". In piazza anche Potere al Popolo con manifestanti vestiti da fantasmi e un cartello "De Luca dimettiti", per sottolineare l'invisibilità dei lavoratori a nero mentre "il governatore si preoccupa di criticare halloween", dice uno di loro. In un altro angolo i rappresentanti delle agenzie di animazione per le feste mentre irrompe un corte di studenti che attraversa la. Piazza dirigendosi verso la strada che porta alla sede della Regione Campania. Quel lato del Plebiscito, però, è blindato da circa cento agenti in tenuta antisommossa, cinque camionette e un camion con gli idranti sul tetto.

La protesta di un ristoratore

Una bara issata e ancorata all'insegna luminosa e i manichini di due camerieri impiccati alla fune. È la macabra rappresentazione, indicativa del malessere che serpeggia tra gli operatori economici di Napoli, messa in scena da un ristorante di Santa Lucia, una delle strade più note del capoluogo partenopeo e dove ha sede anche il palazzo della Regione Campania. A inscenare la protesta è stato il personale del ristorante 'Borgo Antico Santa Lucia' proprio a poche centinaia di metri di distanza da piazza del Plebiscito.

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