Vero e proprio fenomeno di mobilità e culturale, la Vespa spegne 80 candeline dopo aver venduto quasi 20 milioni di esemplari in cinque continenti. Geniale invenzione tutta italiana, grazie al brevetto depositato da Piaggio il 23 Aprile 1946, è un'icona globale
La Vespa nasce della determinazione di Enrico Piaggio a creare un prodotto a basso costo e di largo consumo, progetto poi disegnato nella forma diventata iconica da Corradino D'Ascanio. Il 23 aprile 1946 la Piaggio & C. S.p.A. deposita - presso l’Ufficio centrale dei brevetti per invenzioni, modelli e marche del Ministero dell’Industria e del commercio di Firenze - il brevetto per “motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica”. Enrico Piaggio non esita a dare il via alla produzione in serie di duemila esemplari della prima Vespa 98cc.
Vespa 98, 1946
È la prima Vespa. È equipaggiata con un motore 98 cc che eroga una potenza di 3,2
CV a 4.500 giri/minuto per una velocità di 60 Km/ora. Rimane in produzione per due anni: nel 1946 vengono prodotti i veicoli dal numero 1 al 2464; nel ‘47 quelli dal n° 2465 al 18079.
Vespa 125, 1948
È la prima Vespa 125 cc. Differisce dalla 98, oltre che per la cilindrata, per
l’introduzione della sospensione posteriore; viene modificata anche la sospensione anteriore.
Vespa 150 GS, 1955
Viene definito dagli esperti come “il modello più apprezzato, imitato e ricordato”.
Numerose le innovazioni: per la prima volta appaiono il motore 150 cc, il cambio a 4 marce, la sella lunga di serie, il gruppo manubrio-fanale “carenato”, le ruote con pneumatici da 10”. Vespa raggiunge il “traguardo” dei 100 Km/ora. Anche il design cambia, con una carrozzeria decisamente più aerodinamica.
Vespa 50, 1964
È la prima Vespa 50 cc. Nasce per le nuove normative del Codice della Strada italiano, che impongono la targa ai veicoli di cilindrata superiore. Eccezionalmente versatile ed affidabile, presenta un motore di nuova architettura, con il cilindro inclinato di 45° anziché orizzontale. E’ anche l’ultimo progetto firmato da Corradino D’Ascanio.
Vespa 125 Primavera, 1968
E’, insieme alla successiva PX, il modello più longevo di Vespa. Deriva dalla “nuova 125” ma presenta notevoli differenze nel propulsore, che consente un incremento di 10 Km/ora nella velocità massima. Curate le rifiniture, che comprendono il classico e praticissimo gancio appendi-borsa.
Vespa 125 Primavera ET3, 1976
La sigla significa “Elettronica 3 travasi”, e segna importanti modifiche al propulsore, reso più potente e brioso. Variata anche l’estetica rispetto alla Primavera standard (che rimane in gamma).
Vespa P 125 X, 1978
La “PX” segna un nuovo passo avanti nell’estetica (la carrozzeria è interamente
ridisegnata) e nelle prestazioni. Caratteristico il bauletto posto dietro allo scudo. Nello stesso anno viene presentata la P 200 E, che rispetto al modello 125 vanta la possibilità di essere munita di lubrificazione separata e di lampeggiatori direzionali integrati nella carrozzeria. Tre anni dopo viene presentata la PX 150 E, che offre prestazioni intermedie tra i due modelli.
Vespa PK 50, 1983
Sostanzialmente identica alla PK 125, è presentata nei due modelli PK 50 e PK 50
S, ambedue con cambio a 4 velocità e accensione elettronica.
Vespa ET4 125, 1996
Prima Vespa con motore 4 tempi, è il modello “nuova generazione” lanciato in
occasione del cinquantenario. Nel 1997 e 1998 è il veicolo due ruote targato (moto incluse) più venduto in tutta Europa ed è stata seguita dalla versione ET2 50 cc e, nel 1999 anche dalla classica ET4 150 cc.
Vespa elettrica
Nel 2018 Vespa diventa anche elettrica. La Vespa Elettrica introduce la trazione a zero emissioni locali. Batteria agli ioni di litio, coppia immediata e gestione digitale dei parametri di marcia. È un passaggio obbligato nel contesto normativo europeo.