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Lamborghini Miura SV, la nostra prova su strada della prima supercar della storia

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Gianluca Sepe

Gianluca Sepe

La prova della prima supercar della storia nella versione SV, l’ultima declinazione lanciata sul mercato e la più potente, il tutto nell’anno in cui il modello festeggia i sessant’anni e la sigla Super Veloce invece celebra il suo cinquantacinquesimo anniversario. Il nostro test drive al volante della Lamborghini Miura SV

Supercar. Un termine oggi quasi comune ma che sessant’anni fa non esisteva affatto. Nacque infatti per definire una vettura rivoluzionaria, unica nel suo genere per performance ma anche per forme e soluzioni tecniche. Era il 1966 e al Salone di Ginevra veniva presentata un’auto straordinaria, la Lamborghini Miura.

Sfiorare l’asfalto

Soltanto 110 cm tra il tetto e l’asfalto, motore V12 in posizione trasversale posteriore e una linea che divenne in poco tempo iconica, in grado di influenzare il design automobilistico per gli anni a venire. La Miura si prese rapidamente la scena, evolvendosi anche nelle versioni S ed appunto SV, che nel 1971 portò quel concetto di supercar ancora più in là. La matita di Marcello Gandini, l’opera di Carrozzeria Bertone, le soluzioni tecniche di Paolo Stanzani e Gianpaolo Dallara, su questa vettura lavorarono le migliori menti del settore automobilistico dell’epoca. 

Come cambiava il design

Sulla SV furono fatte alcune modifiche: telaio più rigido, nuove sospensioni posteriori e carreggiata maggiorata di 130 mm. Gli pneumatici anteriori e posteriori avevano misure diverse, con cerchi dal design personalizzabile, da 7 o 9’’. Furono modificati anche i parafanghi in coda, dove trovavano posto nuovi gruppi ottici. E a proposito di luci, all’anteriore scomparvero le “ciglia” tratto distintivo del design della Miura originale.

Lamborghini Miura SV

Motore

La SV però cambiava anche sotto pelle, alzando l’asticella delle performance: il V12 era più potente, portato a 385 CV a 7.850 giri/min rispetto ai 350 CV della versione standard. La velocità massima era superiore ai 290 km/h con la Lamborghini Miura SV che era capace di coprire il chilometro da ferma in 24 secondi. Numeri incredibili se rapportati all’epoca in cui questa vettura fu presentata. Gli aggiornamenti al gruppo motopropulsore però non finivano qui: c’erano infatti circuiti separati per cambio e motore, il nuovo impianto frenante con dischi autoventilanti e il nuovo sistema di lubrificazione.

 

Come va Lamborghini Miura SV

Salire a bordo di una vettura del genere è già di per sé un’opportunità unica. Com’è unica l’esperienza di guida: in oltre 100 km al volante di Lamborghini Miura SV, dopo un primo periodo di fisiologico ambientamento con un’auto lontana anni luce da ciò che che siamo abituati a guidare, il tempo trascorso a bordo scorre veloce. Così com’è veloce questa Miura, con la mano che scivola sul pomello del cambio, accompagnandolo per le cinque vie della trasmissione, con un pedale dell’acceleratore dannatamente duro e uno stile tutto da reinventare per riuscire ad entrare in armonia con lei. Così vicini all’asfalto, con il rombo del V12 dietro alla schiena, ogni accelerata e ogni curva è un piacere crescente. Perché guidare un mito è un sogno, che non è mai stato così concreto.

 

Prezzo ed esemplari 

Quando fu lanciata, questa declinazione costava 8 milioni e 600 mila lire, oggi invece una Lamborghini Miura SV ha una valutazione che supera ampiamente i 3 milioni di euro, con quotazioni che in alcuni casi sono anche di molto superiori. Dal 1966 al 1971 furono prodotte 265 unità di Miura, 338 di S e 150 di SV alle quali si erano aggiunte 4 SVJ e la Spyder. Proprio la Super Veloce rappresentò l’apice del progetto P400, andando poi a influenzare i modelli avvenire con una sigla che ritroviamo ancora oggi sulle vetture più estreme della casa di Sant’Agata Bolognese. “Con questa entriamo nella leggenda”, avrebbe detto Ferruccio Lamborghini vedendo la Miura. Il padre del Toro aveva ragione. 

Lamborghini Miura SV
Lamborghini Miura SV

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