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Scadenza pneumatici, Assogomma fa chiarezza grazie ai test in pista

Auto

Cinque prove in pista per scoprire se un pneumatico datato offra prestazioni inferiori ad una copertura nuova

Esiste una data di scadenza per gli pneumatici? Una copertura recente offre prestazioni migliori rispetto ad una gomma datata? Domande a cui Assogomma ha risposto con una serie di test realizzate all'interno di Pneumatici sotto controllo”, un programma di prove dinamiche concepito per offrire evidenze chiare su come la profondità di scolpitura del battistrada, la pressione di gonfiaggio ed eventualmente la data di fabbricazione influenzino o meno le caratteristiche prestazionali del veicolo e dei pneumatici in termini di sicurezza e ambiente. I test condotti in circuito con vetture strumentate e istruttori a bordo, della scuderia De Adamich,  hanno visto sessioni dimostrative e passaggi di guida in condizioni controllate, ripetibili e quindi confrontabili. Un elemento centrale che si è voluto indagare è l’eventuale correlazione tra la data di produzione di un pneumatico e le sue prestazioni. I test hanno potuto dimostrare in modo trasparente che, a parità di condizioni di prova, un pneumatico correttamente conservato per mesi o fino ad oltre tre anni ed uno uscito dalla fabbrica solo qualche mese prima, offrono un comportamento analogo in frenata e in aderenza nelle condizioni verificate.

Test pneumatici 

Per valutare se l'età impatta o meno sulla qualità di uno pneumatico, sono state eseguite  frenate su asfalto asciutto, dove sono stati confrontati equipaggiamenti della stessa misura ma con date di produzione differenti, a 70 e 90 km/h. Grazie ai sistemi di acquisizione a bordo, la distanza di arresto è stata calcolata in modo uniforme e mediata su più tentativi, mostrando come, a parità di specifiche e corretta conservazione, le prestazioni restino sostanzialmente analoghe. Il confronto è proseguito con le frenate su fondo bagnato artificialmente, a 50 e 70 km/h, con una procedura analoga e il medesimo rigore nella misurazione: limitatore impostato per l’ingresso in frenata, riferimento fisso per l’azionamento del pedale e rilevazione della distanza utile fino quasi all’arresto. Anche in questo caso l’obiettivo è quello di fornire un riscontro oggettivo sulla ininfluenza dell’età di produzione quando il pneumatico è stato correttamente conservato. In entrambe le prove le differenze sono nell’ordine di pochissimi centimetri, differenze insite nella variabilità delle prove stesse con risultati a volte a favore dei pneumatici recenti e a volte di quelli meno recenti. I test hanno quindi evidenziato come la data di fabbricazione non influisce sulle prestazioni del pneumatico, che rimangono le stesse nel tempo se adeguatamente conservato.

 

L'importanza della conservazione 

sono prive di fondamento tecnico le dichiarazioni di qualche portale online che propongono un vantaggio prestazionale di prodotti di recente manifattura, addirittura avventurandosi in slogan “qui si vendono gomme fresche”. Totalmente infondata la correlazione tra data di fabbricazione e sicurezza stradale. La data di produzione, presente obbligatoriamente su tutti i pneumatici, è un’informazione per il costruttore del pneumatico che deve poter essere tracciato lungo tutta la catena distributiva. Serve per rintracciare una settimana di produzione di quello specifico pneumatico nel caso si accertassero a posteriori difettosità. In tal caso il produttore è tenuto ad attuare un’azione di richiamo attraverso una specifica procedura disciplinata a termini di legge. I pneumatici non hanno una data di scadenza né la stessa può essere correlata alla data di fabbricazione. Il rivenditore, il grossista, il distributore ed il consumatore finale, per mantenere nel tempo le caratteristiche prestazionali iniziali del pneumatico, devono conservarlo seguendo le raccomandazioni ETRTO scaricabili liberamente dal sito www.pneuamaticisottocontrollo.it

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