Entra ufficialmente nella fase operativa l’obbligo di installare l’alcolock sulle auto di chi è stato condannato per guida in stato di ebbrezza. Dopo oltre quindici mesi dall’entrata in vigore della legge, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato sul Portale dell’Automobilista l’elenco dei dispositivi omologati, dei rivenditori e delle officine autorizzate, rendendo la misura pienamente applicabile
L’alcolock, tecnicamente definito Ignition Interlock Device (IID), è un dispositivo elettronico installato a bordo del veicolo che impedisce l’avvio del motore se il guidatore non supera un test dell’alito. Prima di girare la chiave o attivare il sistema di avviamento, il conducente deve soffiare in un boccaglio monouso collegato al dispositivo: se viene rilevata anche una minima traccia di alcol, il motore non si avvia. Il principio è semplice: solo un tasso alcolemico pari a zero consente la partenza. Il sistema, obbligatorio per determinate categorie di conducenti, è concepito per prevenire recidive nella guida in stato di ebbrezza e ridurre il rischio di incidenti stradali legati all’alcol.
Obbligo e durata
L’alcolock non riguarda la generalità degli automobilisti. L’obbligo scatta esclusivamente per chi è stato condannato in via definitiva per guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro. In questi casi, dopo la sospensione della patente, il giudice o il prefetto impone l’installazione del dispositivo come condizione necessaria per poter tornare a guidare. Il periodo di utilizzo obbligatorio varia in base alla gravità della violazione. È previsto un vincolo di due anni per chi è stato fermato con un tasso compreso tra 0,8 e 1,5 g/l. La durata sale ad almeno tre anni per chi supera la soglia di 1,5 g/l, con la possibilità di prescrizioni ulteriormente restrittive da parte della Commissione Medica Locale. Durante questo arco temporale il veicolo può essere utilizzato solo se dotato di alcolock funzionante. Chi guida un mezzo privo del dispositivo, oppure con sistema inefficiente o manomesso, va incontro a sanzioni amministrative e a un’ulteriore sospensione della patente.
Pubblicati i dispositivi e le officine autorizzate
Il passaggio tecnico che rende effettivamente operativa la misura è la pubblicazione dell’elenco ufficiale dei modelli omologati e delle officine abilitate all’installazione sul Portale dell’Automobilista. Si tratta di un requisito indispensabile affinché la norma possa essere applicata nella pratica. Tra i dispositivi approvati figurano modelli come il Breatech Alcolock B1000 e lo Zaldy Alcolock, con indicazioni specifiche sui veicoli compatibili e sugli installatori autorizzati. La rete di officine abilitate, almeno nella fase iniziale, risulta concentrata soprattutto nelle grandi aree urbane e nel Nord Italia, con possibili ricadute logistiche per chi risiede in territori meno serviti.
Costi e obblighi a carico del conducente
L’installazione dell’alcolock è interamente a carico del conducente obbligato. I costi stimati, variabili in base al tipo di veicolo e alle tariffe praticate dalle officine autorizzate, si collocano in una forbice indicativa compresa tra 1.500 e 2.000 euro per dispositivo e montaggio. A questa cifra si aggiungono le spese per i boccagli monouso necessari per ogni prova dell’alito, la taratura periodica obbligatoria del sistema e gli eventuali interventi di manutenzione straordinaria. Non tutte le autovetture possono essere equipaggiate con l’alcolock. Alcuni modelli più datati o privi delle interfacce elettroniche richieste potrebbero risultare tecnicamente incompatibili, con l’effetto di restringere ulteriormente le opzioni per i soggetti sottoposti all’obbligo.
Sanzioni in caso di violazione
In caso di mancata installazione o utilizzo non conforme del dispositivo è prevista una multa compresa tra 158 e 638 euro, accompagnata dalla sospensione della patente da uno a sei mesi. Le sanzioni risultano raddoppiate nell’ipotesi di manomissione o alterazione del sistema. Se il conducente obbligato viene sorpreso nuovamente alla guida in stato di ebbrezza senza alcolock, le pene previste aumentano di un terzo. Oltre agli aspetti economici, l’introduzione dell’alcolock comporta implicazioni pratiche rilevanti. Il dispositivo è associato al veicolo e non al singolo conducente. Di conseguenza, chiunque utilizzi quell’auto, anche un familiare non soggetto ad alcuna sanzione, dovrà comunque sottoporsi al test con esito pari a zero per poter avviare il motore. Questo elemento incide sull’uso condiviso della vettura e può determinare rallentamenti o disagi nella gestione quotidiana.