La nuova direttiva europea sulle patenti apre alla possibilità di aumentare in futuro la frequenza dei controlli per gli automobilisti con più di 65 anni ma non introduce al momento nuove scadenze automatiche in Italia
È possibile rinnovare la patente dopo i 65 anni? La risposta è ovviamente positiva, ma cambia in base alla tipologia di categoria utilizzata. Perché se sulle patenti di tipo A e B non ci sono modifiche, la situazione cambia per alcune patenti dedicate ai mezzi pesanti. A complicare il quadro c’è la nuova direttiva europea sulle patenti, che apre alla possibilità di aumentare in futuro la frequenza dei controlli per gli automobilisti con più di 65 anni, ma non introduce al momento nuove scadenze automatiche in Italia.
Rinnovo patente dopo i 65 anni, cosa cambia
Il rinnovo resta legato all’accertamento dei requisiti fisici e psichici necessari per guidare. Non esiste quindi un’età massima generale oltre la quale viene automaticamente ritirata la patente. Cambia invece la durata della validità e, per alcune categorie, cambia anche il medico o l’organismo chiamato a verificare l’idoneità del conducente. Il sistema italiano distingue nettamente le patenti utilizzate principalmente per automobili e motocicli da quelle necessarie per camion, autobus e altri mezzi pesanti.
Patenti A e B dopo i 65 anni
Per le patenti AM, A1, A2, A, B1, B e BE il compimento dei 65 anni non determina una modifica immediata delle regole. La validità è di dieci anni fino ai 50 anni e scende a cinque anni successivamente, mantenendo questa durata fino al compimento dei 70 anni. Un automobilista di 65, 66 o 69 anni può quindi continuare a rinnovare la patente per cinque anni, a condizione di superare la normale visita di idoneità. Dopo i 70 anni la durata scende a tre anni, mentre oltre gli 80 anni il rinnovo deve essere effettuato ogni due anni. Rimane centrale la verifica dei requisiti psicofisici e il medico può indirizzare il conducente alla Commissione medica locale quando emergono condizioni che richiedono accertamenti più approfonditi. Non è quindi l’età, presa singolarmente, a determinare l’idoneità alla guida.
Patenti C dopo i 65 anni
Le regole cambiano in maniera più netta per le patenti C1, C1E, C e CE. Fino al compimento dei 65 anni la validità è di cinque anni, mentre dopo questa soglia il rinnovo diventa biennale e l’accertamento dei requisiti fisici e psichici deve essere effettuato presso una Commissione medica locale. Ulteriori limiti riguardano chi utilizza la patente CE per condurre autotreni e autoarticolati con massa complessiva a pieno carico superiore a 20 tonnellate. Dai 65 ai 68 anni è necessario ottenere ogni anno uno specifico attestato dopo una visita specialistica in Commissione medica locale. Superati i 68 anni non è più possibile condurre questa tipologia di veicoli, anche se il titolare può mantenere le abilitazioni compatibili con i limiti previsti per la propria età.
Patenti D, limiti già dai 60 anni
Ancora diverso il quadro delle patenti D1, D1E, D e DE. La validità amministrativa segue scadenze che arrivano a cinque anni fino ai 70 anni, tre anni fino agli 80 e due anni successivamente, ma la possibilità di guidare autobus e veicoli destinati al trasporto di persone incontra limiti specifici già dal compimento dei 60 anni. Tra 60 e 68 anni è possibile continuare a guidare autobus, autocarri, autotreni, autosnodati e autoarticolati adibiti al trasporto di persone soltanto ottenendo ogni anno un attestato di idoneità dopo una visita specialistica presso la Commissione medica locale. Dopo i 68 anni questa possibilità viene meno. Senza l’attestazione prevista, dopo i 60 anni le patenti D1 e D consentono di condurre soltanto i veicoli ammessi con la patente B, mentre D1E e DE mantengono le possibilità previste dalla BE.
Patenti over 65, cosa prevede l’Europa
La direttiva europea 2025/2205 introduce un quadro che potrà modificare ulteriormente le modalità di rinnovo nei prossimi anni. Gli Stati membri avranno la possibilità di ridurre la durata delle patenti dei conducenti con almeno 65 anni per aumentare la frequenza dei controlli medici, delle autovalutazioni sanitarie o di eventuali corsi di aggiornamento. Non si tratta però di una nuova scadenza già operativa in Italia. La direttiva prevede che gli Stati membri adottino le disposizioni di recepimento entro il 26 novembre 2028 e, per questa parte della normativa, le applichino dal 26 novembre 2029. Fino all’adozione delle nuove norme nazionali restano quindi valide le scadenze previste oggi dal Codice della strada.